Obsession: Quando il glitch diventa un incubo psicologico

Obsession: Quando il glitch diventa un incubo psicologico

Esistono loop di codice che ti fanno impazzire e loop mentali che ti distruggono proprio. Se la prima cosa è un problema di logica che risolvi con un refactoring o una sessione di debug notturna davanti a una lattina di energy drink, la seconda è quella che Curry Barker ha deciso di proiettato su grande schermo con il suo nuovo film, «Obsession».

In uscita il 15 maggio, questo horror non promette jumpscare a ripetizione per far saltare sulla sedia i ragazzini, ma punta tutto su quell’atmosfera disturbante e viscerale che ti entra sotto la pelle come un malware troppo ben camuffato. Dalle prime clip che sono trapelate, si capisce che non stiamo parlando del solito horror commerciale pieno di effetti CGI scadenti che sembrano usciti da un motore grafico degli anni 2000 senza texture. Qui l’obiettivo è l’inquietudine pura, quella che ti lascia addosso una sensazione di disagio simile a quando trovi una riga di codice inspiegabile in un repository che non tocchi da mesi.

Per noi che passiamo le giornate a smontare hardware, modellare mesh su Blender o cercare di far girare un vecchio kernel su un microcontrollore che non dovrebbe nemmeno supportarlo, il tema dell’ossessione è quasi una costante. Siamo tutti un po’ ossessivi: siamo quelli che non dormono finché non hanno risolto quel glitch nel codice o finché la stampa 3D del pezzo custom non è perfetta al micron. Vedere questo tema trasposto in un contesto horror è interessante perché esplora il lato oscuro della nostra naturale tendenza al deep dive.

Certo, c’è sempre il rischio che il cinema moderno utilizzi l’orrore come semplice pretesto per vendere gadget o per inseguire l’hype inutile, ma se Barker riuscirà a mantenere la promessa di un’esperienza ‘deeply unsettling’, allora potremmo trovarci davanti a qualcosa di veramente degno di nota. Non è la solita fuffa da blockbuster che punta solo sul volume audio; sembra più un progetto curato nei dettagli, quasi come un software open source scritto da un genio che però ha un serio problema di gestione della memoria.

In conclusione: segnatevi la data sul calendario (o meglio, pushatela nel vostro task manager). Se cercate qualcosa che metta alla prova la vostra resistenza psicologica tanto quanto un debugging di tre giorni su un driver CRT, «Obsession» potrebbe essere il vostro prossimo grande appuntamento. Speriamo solo che non finisca come certi aggiornamenti firmware: con promesse incredibili e un risultato finale che rompe tutto il sistema.

Source: Here’s a Taste of Just How Creepy ‘Obsession’ Gets

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