
Spostate pure i vostri vecchi Commodore e preparate i saldi per l’apocalisse, perché il mondo della finanza tech ha appena deciso di lanciaura un exploit che nemmeno il miglior hacker di sistema saprebbe giustificare.
Secondo quanto riportato da Ars Technica, GameStop — quel colosso che sta provando a reinventarsi tra chiusure di store e ricavi in calo — ha presentato un’offerta da 56 miliardi di dollari per comprare eBay. Sì, avete letto bene. 56 miliardi. Per dare un’idea, è come se cercaste di comprare un intero set di pezzi rari per il vostro setup retrocomputing usando solo i gettoni che vi sono avanzati dopo una serata in sala arcade.
Il vero problema, però, non è l’audacia della mossa (che ha tutto il fascino di un tentativo di bypassare un firewall usando un router degli anni ’90), ma la logica dietro l’operazione. Al momento, GameStop sta faticando persino a spiegare come intenda finanziare una simile follia. Non c’è un piano di finanziamento chiaro, non c’è una strategia di scalabilità visibile, c’è solo questa gigantesca, assurda cifra che fluttua nel vuoto digitale.
Dal punto di vista di chi, come me, ama smontare hardware e cercare il pezzo introvabile su eBay, l’idea di un ecosistema unificato potrebbe sembrare interessante sulla carta. Immaginate un mondo dove il trading di videogiochi usati e l’e-commerce globale si fondono in un unico, enorme database. Ma siamo onesti: siamo davanti a un’operazione di M&A (Mergers and Acquisitions) o a un gigantesco ‘shitposting’ aziendale?
Per noi maker e appassionati di retrocomputing, questa notizia è un segnale d’allarme. Se le piattaforme che usiamo per recuperare componenti elettronici, chip rari o vecchi moduli per CNC iniziano a essere gestite da entità che sembrano operare seguendo la logica di un bot impazzito, la nostra capacità di reperire l’hardware necessario diventerà un incubo di algoritmi proprietari e costi di transazione gonfiati.
Spero davvero che non sia l’ennesimo tentativo di creare un ecosistema chiuso e privo di senso, dove l’hype prevale sulla sostanza. Se GameStop riuscisse davvero a comprare eBay senza avere un centesimo in cassa, dovrei riconsiderare seriamente la mia comprensione delle leggi della termodinamica e della finanza. Per ora, l’unica cosa che sembra funzionare in questa trattativa è il desiderio di fare rumore. Restate sintonizzati, perché se questa cosa va in crash, avremo bisogno di molto più che un semplice rollback del firmware per sistemare il caos che ne deriverà.
Source: GameStop offers $56 billion for eBay, struggles to explain how it'll pay for it
