
Spostate pure le sedie e controllate se avete ancora il portafoglio in tasca, perché la privacy è ufficialmente un concetto d’anteguerra.
C’è un nuovo arrivato nel dark web che non ha la cortesia di mandare un’email di notifica prima di fare shopping. Un nuovo sito sta mettendo all’asta i dati di circa 153 milioni di persone, e la cosa più inquietante non è solo il numero astronomico, ma la velocità con cui i dati appaiono online. Il caso riportato da Ars Technica è quasi surreale: un utente noleggia un’auto e, nel giro di poche ore, la sua patente di guida è già in vendita insieme a milioni di altre identità.
L’FBI è già sul caso, ma onestamente, quando parliamo di breach di questa portata, le indagini governative sembrano spesso un tentativo di spegnere un incendio forestale con un bicchiere d’acqua. Il problema qui è che non stiamo parlando di una singola password compromessa o di un leak di email per scopi di phishing low-cost. Qui parliamo di un database strutturato, pronto per essere usato per furti d’identità pesanti, apertura di conti falsi e altre attività che farebbero svenire un avvocato.
Certo, leggendo la notizia viene da dire: «Beh, se non vivi negli Stati Uniti, che te ne frega?». E in parte è vero, le implicazioni legali dirette di un’indagine FBI potrebbero non toccare i nostri uffici a Milano o Roma. Però, non fate gli ingenui. I dataset di questo tipo sono come i virus in un ecosistema: si propagano, si combinano con altri leak (magari quelli di un provider italiano che ha dimenticato un bucket S3 aperto per errore) e creano un cocktail tossico che rende i nostri dati personali un bersaglio facilissimo.
La cosa che mi manda ai matti è la gestione della sicurezza in queste mega-corporation che gestiscono servizi di noleggio o servizi logistici. È sempre la solita storia: spingono sull’automazione, sulla comodità estrema dell’utente e sulla raccolta dati compulsiva, ma poi la protezione di quel tesoro di informazioni è più fragile di un codice scritto senza test unitari durante un venerdì pomeriggio.
In un mondo dove tutto è interconnesso, il concetto di ‘perimetro di sicurezza’ è morto e sepolto. Se la tua identità digitale finisce in un pacchetto da 153 milioni di record, non importa quanto sia robusta la tua password di GitHub. L’unico vero consiglio che posso darvi è: aumentate il monitoraggio dei vostri dati e, se potete, smettete di dare la vostra intera vita digitale a ogni singola app che vi promette un caffè scontato.
Source: I rented a car, and within hours, my driver's license was for sale
