
Se pensavate che il web stesse diventando un posto più pulito e ordinato, preparatevi a una brutta sorpresa.
La notizia che arriva dai corridoide del web è quella che ogni utente che tenga almeno un minimo di dignità digitale temeva: Microsoft Edge sta per sbarrare la porta a uBlock Origin. E non è un caso isolato. Il colosso Redmond sta semplicemente seguendo la scia lasciata da Google, che con la migrazione verso il nuovo standard Manifest V3 sta di fatto smontando i motori di quelli che chiamiamo correttamente ‘ad-blocker’ per trasformarli in qualcosa di molto più debole e controllato.
Per chi non mastica codice tutto il giorno, lasciatemi spiegare il trucco. Il passaggio da Manifest V2 a V3 non è un semplice aggiornamento estetico, tipo cambiare il tema di un IDE. È una restrizione strutturale. Con il nuovo standard, le estensioni perdono quella capacità di ‘guardare sotto il cofano’ e intercettare le richieste in tempo reale. Risultato? Gli ad-blocker si ritrovano con le mani legate, capaci solo di applicare una lista di filtri pre-approvati dal ‘padre’ del motore di rendering. Praticamente, è come se vi dessero un set di istruzioni per pulire casa, ma vi impedissero di spostare i mobili per vedere la polvere che si è accumulata dietro il divano.
E qui arriva la parte interessante (e un po’ deprimente). Poiché Edge si basa su Chromium, sta subendo lo stesso destino di Chrome. E non fatevi illusioni: tutti i browser che orbitano attorno a questo ecosistema — parliamo di Opera, Brave, Vivaldi e persino il Samsung Browser — sono soggetti alle stesse regole del gioco. Se volete usare uBlock Origin nella sua versione completa, quella che davvero fa il lavoro sporco, l’unica vera opzione rimasta tra i big è Firefox.
Il team di Mozilla ha già cercato di rassicurarci con un post su Bluesky: «Il nostro supporto per uBlock Origin non andrà da nessuna parte». Ed è l’unica notizia che rende Firefox il vero bastione della resistenza. Mentre Safari e DuckDuckGo hanno preso strade diverse, Firefox resta l’unico motore non-Chromium che mantiene i privilegi di accesso necessari per una protezione reale e non ‘edulcorata’.
Non importa se le decisioni prese in Silicon Valley non cambino direttamente le leggi italiane o la nostra quotidianità burocratica; ciò che cambia è il modo in cui navighiamo. Se vogliamo evitare che il web diventi un enorme centro commerciale pieno di tracker invisibili e pubblicità ingestibili, dobbiamo continuare a sostenere chi non vuole decidere per noi cosa sia ‘sicuro’ o ‘appropriato’ vedere. Il futuro del web sembra scritto da altri, ma finché Firefox tiene botta, noi abbiamo ancora una possibilità di restare padroni della nostra navigazione.
Source: Firefox is now the last major browser that still supports uBlock Origin
