Ghosting 2.0: Quando il Cloud decide di sparire con i tuoi dati

Ghosting 2.0: Quando il Cloud decide di sparire con i tuoi dati

Immaginate di aver appena finito di montare un progetto epico, una compilation di anni di lavoro, un database che è il vostro orgoglio, e di pensare: «Tranquillo, ho tutto in Cloud, sono al sicuro». Poi, un giorno, cercate di fare il login e… il vuoto. Niente risposta. Il provider non risponde alle mail, il supporto tecnico è diventato un fantasma e i vostri dati sono altrove, in un limbo digitale inaccessibile.

Ecco, in pratica, quello che sta succedendo a una stazione della PBS (sì, quella che trasmette programmi educativi in America). La notizia, riportata da Ars Technica, è un vero e proprio horror digitale: sono stati letteralmente «ghostati» dal loro provider di storage cloud. Parliamo di circa 50 Terabyte di dati che sono attualmente in un limbo cosmico. E la cosa più assurda? Iron Mountain, che dovrebbe occuparsi della gestione, ha ammesso di non avere accesso all’hardware o ai server. In pratica, i dati ci sono, sono lì, ma nessuno ha le chiavi per aprirli.

Per noi che mastichiamo bit e byte ogni giorno, questa non è solo una notizia che riguarda l’America o il mondo della televisione pubblica. È un monito che risuona forte anche qui, tra i maker e gli appassionati di open source che magari pensano che ‘il Cloud è solo il computer di qualcun altro’. Beh, lo è, e quel ‘qualcuno’ ha deciso di applicare le dinamiche tossiche dei primi appuntamenti su Tinder alla gestione dei dati aziendali.

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel delegare la sopravvivenza della propria memoria digitale a entità che, quando decidono di chiudere i ponti, non lasciano nemmeno un messaggio di addio. Non è questione di leggi o di GDPR che qui in Europa ci fanno tanto impazzire; è una questione di controllo. Quando affidate i vostri asset a un servizio terzo, state accettando un contratto di dipendenza che può trasformarsi in una prigione in un istante.

Senza fare il solito predicozzo, il punto è che la comodità del cloud è una droga pericolosa se non è accompagnata da una strategia di ridondanza che preveda il peggiore scenario possibile. Se la tua unica copia è su un server che appartiene a una società che può sparire o ignorarti senza conseguenze legali immediate, non hai un backup. Hai solo una speranza.

Quindi, la prossima volta che state per caricare quel progetto su un servizio ‘comodo’ e ‘infinito’, ricordatevi di questa stazione televisiva. Fate un po’ di manutenzione ai vostri server casalinghi, tenete i vostri NAS aggiornati e, per l’amor del silicio, assicuratevi di avere sempre una copia che possiate toccare con mano, senza dover supplicare un bot in chat per avere accesso ai vostri stessi file.

Source: PBS station fears losing 50TB of data after being ghosted by cloud storage provider

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