DaVinci Resolve ha letteralmente dato un’anima ai JPEG: e noi cosa facciamo ora?

DaVinci Resolve ha letteralmente dato un’anima ai JPEG: e noi cosa facciamo ora?

Se prima pensavamo che il fotoritocco fosse roba per i dilettanti con un filtro Instagram, ora è chiaro che anche i JPEG ci stanno per fare un upgrade da blockbuster. Blackmagic Design ha lanciato la versione Photo di DaVinci Resolve, e la cosa è più di un semplice ‘nuovo set di filtri’. È un vero e proprio arsenale di strumenti AI e FX che portano i livelli di un film di Hollywood direttamente nel tuo catalogo di immagini statiche.

Parliamo di un pacchetto che spazia dall’AI SuperScale (per chi ha un vecchio scatto di bassa risoluzione e vuole farlo sembrare che sia stato scattato ieri) al Patch Replacer (per chi ha bisogno di rimuovere un’antenna parabolica o un microfono che non dovrebbe esserci). Ma il vero nocciolo duro, quello che fa dire ‘Ok, qui c’è del pepe’, è la capacità di manipolare non solo i colori, ma la *luce* e la *profondità*.

L’introduzione di strumenti come Magic Mask e Depth Map è un salto quantico. Non stai più semplicemente ritoccando un’area; stai dicendo al software: ‘Ehi, questa è la profondità del soggetto, e questa è la profondità dello sfondo. E voglio che questi due elementi abbiano illuminazioni diverse.’ È come avere un sistema di schemi elettrici per la luce, applicabile a un quadro. E con Relight FX, non stai solo aggiungendo un filtro ‘luce calda’, stai analizzando le superfici del soggetto per calcolare come la luce dovrebbe *riflettersi* in modo realistico. Scioccante, lo so.

Ora, fermiamoci un attimo. Cosa significa tutto questo per noi che passiamo le notti a smanettare con Arduino, a fare modelazione in Blender e a debuggare circuiti? Significa che il confine tra la fotografia, il video editing e l’animazione sta scomparendo, e la colpa è di questi giganteschi pacchetti software che ci danno un potere quasi sovrannaturale. Per noi, significa che il potenziale di *abuso creativo* è infinito. Possiamo fare cose che prima richiedevano un team di VFX con budget multimilionari, e ora basta un buon cervello e Resolve.

Certo, la critica da nerd è sempre pronta: ‘Ancora un altro vendor lock-in, e tutto questo è racchiuso in un ecosistema che devi comprare.’ E sì, è vero. Ma bisogna ammettere che la potenza dell’AI in questo contesto è difficile da ignorare. Non è solo un miglioramento incrementale; è un cambio di paradigmi. Stanno automatizzando l’analisi della geometria e dell’illuminazione, cose che prima erano quasi impossibili da gestire su una foto singola.

In sintesi: se ti piace l’idea di smontare i processi creativi per vedere come girano i cacciavaccanti, questo è il tuo kit. È potentissimo, è complesso, e ti farà sentire un mago del fotoritocco che, diciamocelo, ha appena imparato a fare la magia con un algoritmo. Preparatevi a sprecare tempo prezioso su ritocchi che nessuno noterà mai, ma che vi faranno sentire dei veri e propri padroni della materia. E voi, che ne pensate? È la fine del filtro, o solo l’inizio del caos creativo?

Source: DaVinci Resolve releases Photo Editor

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