
E se vi dicessi che il vostro nuovo MacBook M3 non deve per forza restare una prigione dorata con un ecosistema chiuso e decisamente troppo compatto?
Per tutti quelli che hanno passato gli ultimi anni a lottare contro le restrizioni del kernel e i driver proprietari, c’è una notizia che sa di vittoria (anche se con le solite riserve da beta tester). Il team di Asahi Linux ha appena rilasciato l’aggiornamento che porta il supporto ufficiale per i SoC della serie M3 nell’installer. Sì, avete letto bene: i nuovi chip di casa Apple ora possono finalmente respirare aria open source.
Cosa significa in termini pratici, al di là del puro hype? Se avete un MacBook con M3, Pro o Max, la maggior parte delle funzioni essenziali è già operativa. Webcam, microfoni, USB (fino a 10 Gb/s), Wi-Fi e Bluetooth funzionano. E la parte che fa sussultare i nerd più puristi? Il supporto all’accelerazione hardware per la decodifica video, incluso l’AV1. Se volete far girare video ad alta risoluzione senza far esplodere il termico, la base c’è.
Però, restiamo con i piedi per terra (non siamo su un palco della keynote di Cupertino). Non è tutto oro quello che luccica. Al momento, se volete provare questa magia, dovete passare per la ‘Expert mode’ dell’installer, lanciando quel comando leggendario via terminale: «curl -L https://alx.sh/ | EXPERT=1 sh». Praticamente, se non avete il coraggio di sporcarvi le mani con la shell, restate pure su macOS.
E poi ci sono i ‘ma’. La GPU non è ancora supportata in modo performante, quindi se pensate di giocare a titoli moderni o fare rendering pesante, dimenticatevelo. Il sleep non funziona (grazie ai limiti del framebuffer fornito dal firmware), e la porta HDMI è attualmente un fermacarte inutile. In pratica, è un computer che non sa ancora riposare e non sa comunicare con monitor esterni tramite cavo.
Nonostante queste limitazioni che sembrano uscite da un episodio di una serie distopica, il progresso è incredibile. Vedere un gruppo di sviluppatori che riesce a smontare e far funzionare hardware così sofisticato e blindato è pura adrenalina. Il team punta a rendere tutto ‘user friendly’ con l’uscita di Fedora Linux 45 beta.
Insomma, se amate l’avventura e non vi spaventano i kernel panic improvvisi, il futuro del vostro M3 è appena diventato molto più interessante. Noi aspettiamo di vedere la GPU, ma per ora, il primo passo verso la libertà è stato fatto.
Source: Asahi Linux on M3
