
Immaginate di essere nel bel mezzo di una ricerca cruciale su un bug di kernel o sulla composizione chimica di un nuovo materiale, e di trovarvi davanti al muro di gomma di un paywall che vi chiede dieci dollari al mese solo per leggere tre paragrafi. Frustrante, vero? È quel momento in cui ti viene voglia di lanciare il laptop dalla finestra (o almeno di cercare un mirror piratato).
Beh, il team di Kagi ha deciso che questa non è la strada giusta. Nell’ultimo aggiornamento, hanno introdotto una funzione che è un vero e proprio regalo per chi, come noi, odia la frammentazione del web e i tentativi di monetizzare l’accesso all’informazione di base. Ora potete impostare un filtro per rimuovere automaticamente dai risultati di ricerca tutti quei link che si nascondono dietro un abbonamento. Praticamente, una sorta di ‘scudo anti-fuffa’ che pulisce la SERP dai siti che pretendono il pedaggio prima ancora di farti vedere cosa hanno da dirti.
Ma non è finita qui. Se usate l’Assistant di Kagi per farvi dare una mano con il codice o per riassumere thread di Reddit, l’esperienza è diventata decisamente più fluida. Finalmente i messaggi supportano Markdown e LaTeX (sì, finalmente possiamo visualizzare quelle formule matematiche senza sembrare degli analfabeti funzionali) e la ricerca tra le vostre conversazioni è diventata più strutturata. Niente più wanders infiniti tra i thread per ritrovare quel prompt che funzionava perfettamente tre giorni fa.
C’è anche un bel lavoro fatto sulla gestione della privacy e del controllo: ora potete decidere quanto tempo devono durare i thread temporanei. È un piccolo passo verso quell’ecosistema che non deve necessariamente tracciare ogni singolo respiro che facciamo per alimentare l’algoritmo pubblicitario di turno.
Naturalmente, come ogni aggiornamento che si rispetti, ci sono state anche delle correzioni. Hanno sistemato alcuni bug legati all’estrazione API e alle animazioni che a volte sembravano girare a 5 FPS su un Commodore 64. E hanno persino flaggato la voce di Wikipedia su ‘ChatGPT’ come ‘slop’, probabilmente perché l’AI-generated content sta inquinando il web più di un malware non rilevato.
In breve: Kagi continua a dimostrare che un motore di ricerca può essere uno strumento di potere per l’utente, e non solo un megafono per i brand che vogliono venderti l’ennesimo abbonamento mensile. Se cercate una via d’uscita dal caos del web moderno, questa è una direzione che vale la pena seguire.
Source: Kagi added a setting for removing paywalled links from search results
