Utah vs. Internet: Quando i legislatori provano a riscrivere il protocollo TCP/IP

Utah vs. Internet: Quando i legislatori provano a riscrivere il protocollo TCP/IP

Immaginate di ordinare una pizza a domicilio e che il rider, per legge, debba consegnarla consegnandola esattamente nello stesso istante in cui la pizza esce dal forno, senza che il calore si disperda durante il tragitto. Sembra una barzelletta da fine turno in ufficio, vero? Ebbene, per i legislatori dello Utah, questo tipo di logica è assolutamente in tema.

Recentemente, un tribunale ha dato ragione all’Electronic Frontier Foundation (EFF) in una battaglia legale contro una legge dello Utah che avrebbe dovuto imporre ai provider VPN requisiti tecnicamente folli. In pratica, lo Stato voleva che i servizi VPN fossero in grado di identificare e monitorare il traffico in un modo che, spoiler, va contro la natura stessa di come funziona una VPN. Se riesci a vedere tutto quello che passa nel tunnel senza rompere la crittografia, allora non stai usando una VPN, stai solo usando un proxy molto costoso e inutile.

Per noi che passiamo le serate a compilare kernel o a debuggare script Bash, la cosa è quasi comica, se non fosse così pericolosa. La legge chiedeva una cosa che è l’equivalente digitale di chiedere a un sottomarino di navigare con il periscopio sempre alzato e i finestrini aperti: un paradosso tecnico. Se costringi un software a lasciare una porta aperta per le autorità, stai distruggendo l’unico motivo per cui quel software esiste.

Certo, pensate subito: «E allora? Siamo in Italia, l’Utah è in un altro continente, che me ne frega?». Vero, la legge non ha un impatto diretto sul nostro router di casa o sulla configurazione del server aziendale, ma il precedente è quello che mi fa saltare sulla sedia. Quando i governi iniziano a pensare che le leggi possano sovrascrivere le leggi della fisica o i protocolli di rete, siamo tutti in zona rossa. Se accettiamo che si possa imporre l’impossibile tecnica in un posto, domani qualcuno potrebbe provare a fare lo stesso con la gestione dei dati o con la libertà di cifrare i nostri messaggi anche qui da noi.

Questa vittoria della EFF è una boccata d’ossigeno. Ci ricorda che la tecnologia ha delle regole proprie, rigide e immutabili, che non si piegano ai capricci di chi scrive codici legislativi senza mai aver aperto un terminale in vita sua. È un successo per chiunque creda che lo spazio digitale debba restare un posto dove la crittografia è un diritto, non una concessione governativa.

Insomma, meno leggi che pretendono miracoli e più rispetto per i bit e i byte. Perché alla fine, i protocolli non si negoziano in aula, si implementano.

Source: Court agrees with EFF: Utah's VPN law demands a technical impossibility

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