
Scommetto che tra di voi c’è chi sta già calcolando quanto tempo ci vorrà per vendere il proprio setup da gaming e l’intero parco stampanti 3D per potersi permettere una Tesla Roadster. Il nuovo trailer è uscito e, beh, fa esattamente quello che ci si aspetta da un prodotto Tesla: ci lancia promesse di accelerazioni che sfidano le leggi della fisica e un design che sembra uscito da un episodio di ‘Blade Runner’ diretto da un entusiasta di estetica minimalista.
Parliamoci chiaro, tecnicamente la scheda tecnica è una bomba. Parliamo di prestazioni che promettono di mandare il cervello in overclock in meno di due secondi. Se fosse vera, non sarebbe solo un’auto, sarebbe un acceleratore di particelle su quattro ruote. Ma noi, che siamo abituato a debuggare codice che non gira e a montare prototipi che hanno più cavi scoperti che logica, sappiamo bene che tra il ‘concept’ e il ‘consegnato in garage’ c’è di mezzo un oceano di delay e imprevisti hardware.
Il problema non è la potenza, è la sostanza. Guardando la comunicazione, si percepisce quel classico approccio ‘trust me, bro’ tipico dei grandi player della Silicon Valley. È tutto bellissimo, tutto fluido, tutto estremamente patinato. Ma dove sono i dettagli sulla batteria? Com’è gestita la ricarica quando sei bloccato in un autostrada di provincia e non trovi una colonnina che non sembri un reperto archeologico? E soprattutto, quanto di questo sarà davvero accessibile o rimarrà un giocattolo per chi vive in un ecosistema chiuso e proprietario, dove ogni aggiornamento passa per i server della casa madre e non ti permette di toccare anche solo un bit del firmware?
Per noi che amiamo smontare tutto per capire come funziona, l’idea di un’auto così blindata dal punto di vista software è un po’ frustrante. È una macchina che sembra progettata per essere un monolite: bellissimo, potente, ma assolutamente impenetrabile. Se poi consideriamo che siamo in Italia e che la nostra rete di infrastrutture elettriche ha ritmi che definire ‘vintage’ è un complimento, l’entusiasmo deve essere bilanciato da un buon dose di realismo.
Insomma, la Roadster è un pezzo di hardware incredibile se riuscirà a uscire dai sogni di Musk e a trasformarsi in un prodotto reale. Per ora, resta un bellissimo video su YouTube che ci fa sognare, ma non ho ancora visto nessun modulo per l’integrazione con il mio server domestico o la possibilità di flashare una versione custom della gestione della coppia.
Restiamo in attesa, con le orecchie tese e il debugger pronto.
Source: Tesla Roadster
