
Dimenticate le mappe che decidono arbitrariamente quali strade esistono e quali no, basandosi solo su quello che fa comodo ai grandi algoritmi pubblicitari. Se siete stanchi di vedere un ostacolo o un nuovo sentiero che sulla vostra app preferita sembra un muro di gomma, c’è una via d’uscita che non richiede di diventare un cartografo professionista con una laurea in geografia.
StreetComplete è quella perla open source che trasforma il mapping di OpenStreetMap in qualcosa di vagamente simile a una quest di un GDR. Invece di dover lottare con editor complessi che sembrano usciti da un terminale degli anni ’80, l’app ti propone dei piccoli micro-compiti mentre ti muovi per la città. Passi davanti a un parchetto? L’app ti chiede: «Ma questo posto ha una panchina o è solo cemento?». Vedi una pista ciclabile che sembra finire nel nulla? Rispondi alla domanda e — boom — hai appena contribuito alla conoscenza collettiva.
Il concetto è geniale nella sua semplicità: non devi conoscere il linguaggio dei tag di OSM o avere la pazienza di un monaco tibetano. Basta rispondere a domande semplici mentre sei sul posto. I dati che inserisci finiscono direttamente in OpenStreetMap sotto il tuo nome. È il vero spirito della community: niente silos di dati proprietari, niente tracciamenti occulti per venderti il nuovo modello di smartphone, solo dati grezzi, liberi e utili per tutti.
Certo, non è che da domani la mappa del tuo comune sarà perfetta come quella di un satellite della NASA. E siamo onesti: in Italia abbiamo una gestione del territorio che a volte definire ‘caotica’ è un complimento. Tra cantieri infiniti e segnaletica che sembra scritta in un codice cifrato, il lavoro da fare è immenso. Però, l’idea che un piccolo gruppo di maker e appassionati possa, un passo alla volta, correggere il mondo fisico attraverso il digitale, è una cosa che fa vibrare i circuiti nel modo giusto.
Se avete voglia di dare un senso alla vostra camminata verso il bar sotto casa, scaricate l’app. È un modo per smettere di essere semplici consumatori passivi di mappe e iniziare a essere quelli che dicono: «Ehi, qui c’è un cestino, l’ho scritto io».
Source: StreetComplete: Fixing OpenStreetMap, one tiny quest at a time
