
Trovate il senso in un mondo dove tutto è prevedibile, tranne il bilancio di una multinazionale?
Se stavate aspettando che l’investigatore più cupo, fumoso e maledettamente cool del multiverso di Spider-Man tornasse a farci sognare, potete rimettervi pure il cappello e la trench. Prime Video ha appena deciso che la storia di Spider-Noir finisce qui. Una stagione, un caso chiuso, e via così. Niente sequel, niente cliffhanger risolti, solo un brutale ‘EOF’ (End Of File) lanciato direttamente dai piani alti di Amazon.
La notizia, trapelata dalle solite fonti di settore, ci dice che i piani alti non hanno molta voglia di investire ulteriormente su questo specifico personaggio. Però, attenzione: non è che non amino i supereroi. Anzi, dicono di essere apertissimi a nuovi show con altri protagonisti del genere. In pratica, hanno voglia del franchise, ma non della profondità narrativa che un personaggio così specifico richiede. È un po’ come quando provi a girare una distro Linux custom partendo da una base super standard: ti piace l’idea del desktop environment, ma non hai voglia di compilare ogni singolo modulo per personalizzare l’esperienza.
Certo, per noi che viviamo di dettagli e che amiamo quando una storia si prende il tempo di esplorare le ombre, questa è una notizia che sa di ‘commodity’. Si cerca il prodotto che sia facilmente scalabile, che possa essere replicato con un template predefinito, senza troppi fronzoli o rischi creativi. La creatività viene sacrificata sull’altare delle metriche di retention e del costo per ora di visione. È il classico approccio da gestione di magazzino applicato all’arte: se un item non ha un turnover altissimo, lo depotiamo in fondo allo scaffale e passiamo al prossimo.
E che ci sia da dire per noi che viviamo in Italia? Poco, onestamente. Non è che una decisione presa a Seattle impatti direttamente sulla nostra bolletta o sulla velocità della nostra fibra, ma fa parte di quel trend globale di omologazione culturale che ci troviamo addosso. Vedremo arrivare sempre più serie ‘standardizzate’, scritte da algoritmi per compiacere algoritmi, dove l’unico obiettivo è non far scorrere il dito verso l’alto durante l’autoplay.
In conclusione: Spider-Noir è stato vittima del solito approccio basato sui numeri. Un peccato, perché in un mare di contenuti piatti e color pastello, un po’ di noir e di oscurità non avevano mai fatto male a nessuno. Restiamo in attesa di vedere quale sarà il prossimo ‘eroe’ prodotto in serie per riempire i nostri abbonamenti.
