
C’è qualcosa di profondamente soddisfacente nel vedere un sistema che cerca di auto-distruggersi e finisce per moltiplicarsi come un virus in un sistema non patchato.
Se seguite le cronache del caos che avviene periodicamente su X (per gli amici rimasti legati al vecchio nome, o per chi non ha ancora fatto il downgrade mentale), saprete che gli ultimi tentativi di rendere l’accesso ai contenuti sempre più blindato e controllato non sono passati inosservati. Il piano era semplice: colpire le istanze di Nitter, quel progetto meraviglioso che ci permette di leggere i feed senza dover accettare cookie traccianti o subire l’interfaccia customizzata che sembra uscita da un incubo di marketing, e riportare tutto sotto l’egemonia del controllo centralizzato.
E invece, guardate un po’. Secondo i dati che circolano su Hacker News, le istanze funzionanti di Nitter sono ora più numerose di quanto fossero prima dei famosi ‘takedowns’. È il classico scenario da film di fantascienza dove l’eroe, dopo essere stato sconfitto, torna con un esercito di cloni. Ogni volta che un’istanza cade, ne spuntano due nuove, sparse qua e là, magari ospitate su server che non hanno nulla a che fare con le grandi corporation che decidono cosa possiamo o non possiamo vedere.
Per chi non fosse un veterano delle guerre dell’open source, Nitter è una sorta di front-end leggero che ci permette di consultare i contenuti senza l’overload di script, tracker e pesantissime API che rendono l’esperienza sull’app ufficiale un calvario per la privacy e per la batteria del vostro smartphone. Vedere la sua resilienza è una boccata d’ossigeno. Non è che domani tutto cambierà e vivremo in un’utopia digitale, ed è vero che queste istanze spesso dipendono da infrastrutture che non sono direttamente sotto il nostro controllo, ma l’idea che esista una rete decentralizzata capace di reagire a tentativi di censura o limitazione tecnica è decisamente figa.
Certo, non aspettatevi che questo risolva i problemi legali o le nuove regolamentazioni che arrivano dall’UE o dagli USA; qui parliamo di pura sopravvivenza tecnologica. È una battaglia di codice, non di decreti. Finché c’è qualcuno con un server in garage e la voglia di far girare uno script, l’idea di un web dove l’accesso ai dati non è mediato da un algoritmo che vuole solo venderti un abbonamento premium resterà in vita.
Quindi, brindiamo a questo effetto Hydra. La prossima volta che pensate che un muro sia insormontabile, ricordatevi che nel mondo del software, i muri sono solo un invito a trovare un’altra porta (o a scavarne una nuova).
Source: Nitter has more working instances than before the takedowns
