Siri con l’abbonamento: Benvenuti nel futuro (quello che non avevamo chiesto)

Siri con l'abbonamento: Benvenuti nel futuro (quello che non avevamo chiesto)

Immaginate di aver appena pagato un premium price per un hardware che promette di rivoluzionnare la vostra vita, solo per scoprire che la funzione ‘utile’ che vi serve ogni cinque minuti è bloccata dietro un paywall mensile. Sembra l’incubo di ogni utente un po’ troppo legato all’ecosistema della mela, ma non è un leak da forum russi, è quello che è emerso dall’ultima earnings call di Tim Cook.

Durante l’ultima sessione (che, per inciso, pare sia stata una delle ultime per Cook), il CEO di Apple ha lasciato intendere che un modello di pricing potrebbe entrare in gioco quando l’uso di Siri diventerà ‘intenso’. In parole povere: se chiedi troppe cose alla tua assistente o se iniziamo a usare i nuovi modelli di linguaggio integrati che pesano come un server intero, Apple potrebbe decidere che è il momento di chiedere un extra. Un po’ come quando la tua compagnia telefonica ti applica il sovrapprezzo perché hai guardato troppi video in 4K.

Per chi, come noi, preferisce avere il controllo totale del proprio stack tecnologico, la notizia è un segnale d’allarme rosso fuoco. Non è solo una questione di quanti euro in più scalano dal conto ogni mese, ma di quella progressiva erosione del concetto di ‘funzione integrata’. Il rischio è quello di trovarsi con un dispositivo che è un bellissimo pezzo di design, ma che diventa un fermacarte di lusso se non decidi di sottoscrivere il piano ‘Siri Pro Ultra Platinum’.

Certo, la giustificazione tecnica è comprensibile: far girare modelli di IA generativa costa un botto in termini di compute e infrastruttura. Ma sappiamo tutti come funziona il gioco: una volta che hai creato l’abitudine, il prezzo diventa solo un dettaglio burocratico. E mentre i big tech cercano di monetizzare ogni singolo battito di ciglia digitale, noi abbiamo ancora la fortuna di poter guardare verso le alternative che girano localmente, senza bisogno di chiedere il permesso a una multinazionale di Cupertino.

In Italia, dove siamo abituati a combattere con la burocrazia e le tariffe gonfiate, questa notizia ci suona familiar. Ma la vera sfida non è la legge, è la nostra capacità di non farci chiudere in un recinto dorato. Se l’assistente vocale diventa un servizio premium, forse è arrivato il momento di rispolverare i vecchi script Python e darci un look serio a tutto ciò che è self-hosted. Perché, alla fine della fiera, la libertà non si paga con un abbonamento mensile.

Source: On Tim Cook’s Final Earnings Call, He Said Apple May Charge for Siri

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