Shokz lancia gli OpenDots 2: l’audio ‘premium’ che non ti chiude i condotti uditivi

Shokz lancia gli OpenDots 2: l'audio 'premium' che non ti chiude i condotti uditivi

Dimenticate quel senso di claustrofobia che provate quando vi infilate i classici auricolari in-ear e vi sentite come se aveste tappato i motori di una stampante 3D con del nastro isolante.

Shokz, i re del design a conduzione ossea che non ti isola dal mondo, ha appena tirato fuori il nuovo flagship: gli OpenDots 2. Ma non sono soli in questa danza di silicon e driver, perché insieme al modello top di gamma arriva anche la versione ‘Air’, che chiameremo con un po’ di sano cinismo la versione ‘per chi non vuole spendere tutto il budget per i filamenti della stampante’.

Il concept qui è il formato clip-on. In pratica, questi aggeggi si agganciano al lobo dell’orecchio senza entrare nel condotto. La promessa ufficiale è un suono ‘premium’. Ora, noi sappiamo tutti che quando i comunicati stampa usano termini vaghi come ‘premium’ o ‘esperienziale’, spesso intendono dire che hanno solo aggiunto un po’ di bassi che prima non c’erano o che hanno rifinito il case con una plastica leggermente meno economica. Però, c’è un ‘però’ importante: l’architettura open-ear è una manna dal cielo per chi, come noi, deve stare in laboratorio. Se stai lavorando a un nuovo progetto CNC o stai modellando un pezzo complesso in Blender, non vuoi essere totalmente sordo ai rumori della tua officina o ai motori che partono a vuoto.

Dal punto di vista tecnico, l’idea di avere un design che non invade l’orecchio è geniale per chi vive in un ambiente multitasck. Tuttavia, da smanettone che non si fida di nulla che non possa essere smontato, mi chiedo: quanto sarà riparabile questa bellezza? Se si rompe un clip o la batteria decide di tirare le cuoia dopo un anno di sessioni notturne su Godot, saremo costretti a buttare tutto o ci sarà un modo per intervenire con un piccolo saldatore e un po’ di fortuna?

Speriamo che la versione Air non sia solo una versione ‘depotenziata’ nel senso peggiore del termine, ma una soluzione smart per chi ha bisogno di un setup audio decente senza vendere un rene. Se riusciranno a mantenere un buon bilanciamento tra consapevolezza ambientale (fondamentale per chi ricicla plastica e non ama l’e-waste) e qualità sonora, allora Shokz potrebbe aver fatto centro. Se invece sarà il solito hype vuoto per giustificare un prezzo da flagship, beh, torneremo volentieri ai nostri vecchi auricolari cablati che, almeno, non hanno bisogno di aggiornamenti firmware ogni tre giorni.

Source: Shokz’s New Clip-On Wireless Earbuds Focus on ‘Premium Sound’

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