
Mi è capitata una cosa questa settimana che, se ci pensi un secondo, è un classico esempio di ‘sistema fallato’ per colpa del design (o meglio, del puro grezzo interesse commerciale). Sto parlando della notizia che i giganti del ticketing, in particolare Live Nation, sono stati accusati di monopolizzare il mercato.
È la solita storia: sei entusiasta, trovi un concerto figo, vuoi comprare i biglietti, e boom. Ti ritrovi intrappolato in un ecosistema che funziona solo nel senso che fa bene a loro. Non è solo un problema di prezzo, è un problema di controllo, di ‘vendor lock-in’ che blocca la concorrenza e la scelta. È un capolavoro di ingegneria anti-utente.
Se ripassiamo un po’ i fatti (vi lascio i link per la documentazione completa, se vi piace il dry reading): dopo mesi di processi e dibattiti, un giurì ha accertato che Live Nation non ha solo fatto business, ma ha creato, e mantenuto, un monopolio di fatto. Sembra che l’idea di lasciare la scelta al mercato si sia rivelata una farsa, un mito da *tech-optimists* troppo ottimisti.
E qui scatta il mio momento di smanettone. A noi, che amiamo smontare un circuito o programmare un sistema da zero, questa cosa ci parla direttamente al cuore. Un monopolio è un sistema male progettato. È un codice proprietario che non puoi modificare, un protocollo che non puoi aggirare, una ‘API’ che ti serve per far funzionare la vita, ma che ti fa pagare il pedaggio e ti nega l’accesso al codice sorgente. È la versione commerciale di un sistema operativo che non puoi rootare.
Ci piace la libertà di passare da un linguaggio a un altro, di usare un Raspberry Pi invece di aspettare il prossimo upgrade proprietario. E quel sistema di biglietteria, pagando lo *sprinkle* del profitto, ha fatto sembrare che il divertimento stesso fosse una risorsa limitata e controllabile. L’hype che girava intorno al ‘diritto di accesso’ al intrattenimento è stato smascherato da un semplice giudizio legale, ma la lezione è di ingegneria pura: quando il controllo di un’infrastruttura vitale si concentra troppo, il sistema si blocca e il bello muore.
Cosa significa per noi maker, hacker, nerdi di elettronica? Significa che la guardia deve rimanere alta. Non dobbiamo solo aspettare che i regolatori intervengano con il loro linguaggio burocratese da romanzo giallo. Dobbiamo continuare a sviluppare alternative, a creare sistemi aperti, a condividere il codice e, soprattutto, a fare pressione affinché ciò che è ‘funzionale’ sia anche ‘aperto’. Il nostro giocoliere preferito è il protocollo aperto, non l’algoritmo segreto custodito nel mainframe aziendale.
Quindi, la prossima volta che vedrete un sistema troppo perfetto, troppo chiuso, o che vi fa sentire come se steste giocando in un parco divertimenti con un unico gatekeeper, fatevi domande. E ricordate: se è troppo facile e non ha punti di accesso aperti, probabilmente c’è qualcosa che non va.
Source: Live Nation illegally monopolized ticketing market, jury finds
