
Scegliete con cura le vostre dita prima di toccare lo schermo, perché negli Stati Uniti il tasto ‘delete’ potrebbe trasformarsi in un biglietto di sola andata per il tribunale federale.
Ecco la notizia che sta facendo discutere le community di privacy su Hacker News: un cittadino americano ha ricevuto delle accuse penali (parliamo di un felony, gente, roba seria) solo perché, durante un controllo alla frontiera, ha deciso di eliminare dei dati dal suo smartphone. Sì, avete letto bene. Non ha hackerato il Pentagono, non ha bypassato un firewall della NSA; ha solo fatto una pulizia di file, forse troppo tempestiva, proprio mentre le autorità stavano frugando nel suo device.
Il punto è questo: le autorità di frontiera USA hanno poteri enormi e, tecnicamente, possono ispezionare i contenuti dei vostri dispositivi senza un mandato specifico. In questo scenario, cancellare qualcosa mentre sei sotto osservazione viene interpretato non come un atto di igiene digitale, ma come un tentativo deliberato di distruggere prove o ostacolare l’operato della legge. È un po’ come se, durante un controllo stradale, decidessi di buttare il modulo di proprietà dal finestrino: ecco, per lo Stato americano, fare lo stesso con un file .jpg o un log di sistema è un crimine.
Naturalmente, noi che viviamo in Italia godiamo di un contesto legislativo (almeno sulla carta) dove il GDPR e le tutele sulla privacy sono molto più strutturati, e un controllo alla frontiera non ci permette di trovarci in una situazione simile con un tale livello di aggressività legale. Per noi, questa notizia suona come un episodio di Black Mirror che ha preso troppa libertà con la realtà. È quella tipica deriva in cui la tecnologia, che dovrebbe essere il nostro strumento di libertà e personalizzazione, diventa l’arma perfetta per esercitare un controllo capillare e punitivo.
Certo, non stiamo dicendo che si possa cancellare tutto indiscriminatamente per nascondere attività illecite, ma l’idea che l’atto di gestire i propri bit possa essere riqualificato come un crimine federale è decisamente inquietante. È il classico caso in cui la linea tra ‘gestione della propria privacy’ e ‘ostacolo alla giustizia’ viene cancellata con la stessa facilità con cui un utente preme ‘shift+delete’.
Insomma, la prossima volta che state facendo pulizia sul vostro smartphone, ricordatevi che se siete in un checkpoint americano, quel file inutile potrebbe costarvi molto più di un semplice millisecondo di storage risparmiato.
Source: Felony charges for citizen deleting phone data at US Border
