Oracle: meno persone, più GPU e un debito che farebbe paura anche a un bank of Marvel villains

Oracle: meno persone, più GPU e un debito che farebbe paura anche a un bank of Marvel villains

Quanto pesa un dipendente nel bilancio di una multinazionale rispetto a una nuova NVIDIA H100?

Se la risposta è «meno di quanto serva per pagare l’elettricità di un data center», allora Oracle ha appena trovato la sua formula magica. La notizia che arriva dagli Stati Uniti è di quelle che ti fanno venire voglia di fare il maker in un bosco sperduto: Oracle sta procedendo con un taglio massiccio di circa 21.000 dipendenti. Ma non è una crisi di nervi aziendale fine a se stessa; è una manovra strategica per alimentare il mostro.

In pratica, l’azienda sta svuotando gli uffici per riempire i rack. I soldi risparmiati (e il debito accumulato) stanno andando tutti in un unico, frenetico obiettivo: l’espansione dell’infrastruttura per l’AI. Parliamo di miliardi di dollari investiti in data center che devono far girare modelli linguistici sempre più pesanti e voraci. È un po’ come se decidessi di vendere la tua cucina e i tuoi mobili per comprare un server rack incastrato in garage, sperando che il mining di crypto o l’addestramento di un LLM ti faccia diventare il nuovo Elon Musk.

Il problema non è solo l’etica (anche se licenziare ventimila persone per comprare chip è un tocco di classe degno di un cattivo di una serie sci-fi di serie B), ma la dinamica del mercato. Stiamo assistendo a una concentrazione di potere e risorse senza precedenti. Se da un lato è figo vedere la potenza di calcolo che aumenta, dall’altro stiamo costruendo un ecosistema dove solo chi ha le tasche infinite e una montagna di debiti può giocare.

Per noi che viviamo in Italia, questa notizia potrebbe sembrare distante, come un aggiornamento di sistema di un server che sta a Singapore. Eppure, l’impatto è reale. Quando i giganti del cloud decidono di monopolizzare l’hardware e l’infrastruttura tramite investimenti massicci e strategie aggressive, lo spazio per la sovranità tecnologica e per soluzioni più agili, distribuite e magari ‘libere’ si restringe. Il rischio è quello di trovarsi con un mondo dove l’intelligenza è tutta racchiusa in pochi, enormi e proprietari bunker di silicio.

In breve: Oracle sta scommettendo tutto sull’AI, usando il capitale umano come pedina di scarto. Speriamo solo che l’intelligenza artificiale che stanno addestrando sia un po’ più empatica dei loro piani finanziari.

Source: Oracle’s 21,000 layoffs help drive its debt-fueled AI investments

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