
Se pensavate che le trame di ‘Succession’ fossero spinte da alleanze politiche assurde e tradimenti societari, dovreste smettere di guardare la TV e iniziare a leggere le news dal lato americano.
La notizia è che l’amministrazione Trump ha ufficialmente deciso di mettere il proprio peso legale a favore di OpenAI nella celebre guerra legale contro il New York Times. In pratica, il governo USA ha presentato una ‘statement of interest’ per sostenere la posizione della tech company nell’incombenza del copyright. Sì, avete letto bene: lo Stato si sta schierando con l’entità che sta addestrando i propri modelli succhiando ogni singolo dato disponibile sul web.
Per chi non fosse aggiornato, la disputa è la solita storia: il NYT accusa OpenAI di aver usato i propri articoli senza permesso, per alimentare quel rullo compressore di LLM che sembra non avere freni. OpenAI, dal canto suo, sostiene che questo sia il ‘fair use’ necessario per l’innovazione. Ma la cosa che fa storcere il naso non è solo la battaglia legale in sé, quanto l’ingresso in campo del potere politico.
Ora, facciamo una piccola premessa per noi che viviamo sotto la protezione (o la minaccia) del GDPR e delle leggi europee. In Italia, o meglio in UE, siamo abituati a vedere la Commissione Europea cercare di mettere dei paletti e di proteggere i diritti d’autore con regolamenti che sembrano scritti da un avvocato con l’ansia. Qui invece stiamo assistendo a una dinamica opposta: un’alleanza tra potere esecutivo e giganti del silicio che punta a blindare l’idea che i dati possano essere presi, processati e monetizzati senza troppi complimenti.
Il rischio non è solo che il New York Times perda i suoi diritti, ma che si stabilisca un precedente dove la sovranità dell’informazione viene sacrificata sull’altare dell’efficienza algoritmica. Se il governo decide che per far progredire l’AI bisogna poter ignorare la proprietà intellettiva, la libertà di creare e distribuire contenuti originali diventa un concetto molto vago e, onestamente, un po’ pericoloso.
Certo, non è che domani mattina i vostri script Python smetteranno di funzionare o che l’AI smetterà di allucinare, ma l’idea che ci sia un ‘patto di non belligeranza’ tra i nuovi padroni del mondo e chi gestisce le leggi è qualcosa che non fa sorridere affatto. Siamo passati dall’era del ‘tutto è disponibile se sai come scaricarlo’ all’era del ‘tutto è disponibile se il governo e la Big Tech sono d’accordo’. Un bel passo avanti, no?
Source: Trump Admin Teams Up With OpenAI in Its Fight Against the New York Times
