Microsoft gioca a fare la brava: il codice sorgente originale di DOS è finalmente libero!

Microsoft gioca a fare la brava: il codice sorgente originale di DOS è finalmente libero!

Dimenticate i moderni monologhi sulla privacy dei cloud e le licenze EULA lunghe come un manuale d’istruzioni per una stampante 3D fallata: oggi c’è della vera storia che circola nel pattern di bit.

Microsoft ha appena fatto una mossa che farebbe impallidire i fan del software libero, rilasciando ufficialmente il codice sorgente dell’86-DOS più antico mai scoperto. Parliamo di un pezzo di storia che risale a un’epoca in cui il concetto di ‘ecosistema’ non significava avere mille app che tracciano ogni tuo clic, ma semplicemente far girare un programma senza far esplodere la RAM.

Per chi non fosse aggiornato (o fosse troppo impegnato a compilare un kernel custom), questo codice precede addirittura l’acquisizione da parte di Microsoft. In pratica, stiamo guardando le fondamenta su cui è stato costruito l’impero che oggi ci propone aggiornamenti obbligatori e abbonamenti mensili per ogni minima funzione. È come trovare i disegni tecnici originali del motore di una vecchia Vespa: non che tu possa usarli per far correre la tua macchina CNC, ma è un trip incredibile capire come si muovevano i pionieri.

Da smanettone, la cosa mi eccita un sacco. C’è qualcosa di profondamente catartico nel poter leggere il codice che ha dato il via a tutto. È pura ingegneria, priva di quei layer di astrazione inutili e di quelle librerie pesantissime che oggi rendono ogni ‘Hello World’ un processo da 500MB. Qui siamo al livello atomico, dove ogni byte conta e ogni istruzione è scritta con la precisione di un chirurgo che lavora su un circuito integrato a mano.

Cosa significa per noi che passiamo le notti a smontare hardware o a scrivere script per automazioni domestiche? Significa che abbiamo una nuova miniera d’oro per il retrocomputing. Immaginate di poter capire esattamente come venivano gestite le interruzioni o la memoria in quegli anni d’oro. È materiale perfetto per chi ama il reverse engineering o per chi vuole creare emulatori sempre più fedeli e accurati.

Naturalmente, non stiamo parlando della fine del dominio Microsoft, e non sarei così ingenuo. Ma vedere un gigante del settore che rilascia un tesoro del genere è un raro momento di ‘altruismo tecnologico’ che merita un applauso (anche se probabilmente lo fanno solo per pulirsi la coscienza o per puro marketing nostalgico).

Quindi, chiudete quel progetto su Blender, staccate la presa dal server AI e andate a dare un’occhiata a questo relitto digitale. È il momento di sporcarsi le mani con la vera storia dell’informatica.

Source: Microsoft open-sources "the earliest DOS source code discovered to date"

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