M5 Ultra: Potenza bruta o solo un altro modo per farci sognare (mentre svuotiamo il conto?)

M5 Ultra: Potenza bruta o solo un altro modo per farci sognare (mentre svuotiamo il conto?)

Quanto può essere veloce un computer prima che diventi un accessorio inutile per chi non deve addestrare un LLM in garage? Apple ha deciso di rispondere a questa domanda (che nessuno ha posto, sia chiaro) con l’annuncio dei nuovi Mac Studio.

La notizia è arrivata via comunicato stampa ufficiale: arrivano i chip M5 Max e, per i veri amanti del overkill, il nuovissimo M5 Ultra. Il focus qui non è solo sulla velocità pura, ma su quello che i piani marketing chiamano un «salto monumentale nelle prestazioni AI». Tradotto dal linguaggio corporate: se volete far girare modelli di generazione video che sembrano usciti da un film di Christopher Nolan senza far esplodere la workstation, questo è il vostro nuovo giocattolo.

Per chi mastica hardware, il concetto di Ultra è familiare: è quel trucco magico che consiste nel prendere due chip Max e incollarli insieme con un bus ultra-veloce, creando un mostro di potenza che fa sembrare i vecchi Intel dei calcolatrici per la scuola elementare. La parte interessante è l’accelerazione della grafica e il boost ai core neurali. Se state facendo rendering 3D o processando enormi dataset, la differenza potrebbe essere reale e non solo marketing per far felici gli azionisti.

Certo, restano i soliti dubbi. Sappiamo tutti come funziona l’ecosistema di Cupertino: una scatola chiusa, bellissima, lucida e incredibilmente performante, ma dove ogni vite è progettata per impedirti di capire cosa succede sotto il cofano. È un hardware che ti spinge verso una direzione precisa, un binario prestabilito dove tutto funziona, finché non decidi che vuoi fare qualcosa che Apple non ha previsto. Per noi che amiamo smanettare, compilare kernel custom o semplicemente avere il controllo totale sul nostro silicio, l’idea di una potenza così enorme racchiusa in un sistema così blindato lascia sempre un certo retrogusto amaro.

In Italia, dove spesso ci troviamo a gestire hardware che arriva con mesi di ritardo o a combattere con costi di importazione che farebbero piangere un contabile, un annuncio del genere ci arriva come un colpo di fulmine: siamo entusiasti per le prestazioni, ma con la consapevolezza che il prezzo sarà, verosimilmente, un insulto al buon senso.

Insomma, se il vostro lavoro dipende dalla potenza bruta di calcolo e non vi interessa altro che vedere i frame salire, l’M5 Ultra è il paradiso. Se invece cercate libertà e flessibilità, beh… forse è meglio continuare a ottimizzare quel vecchio script Python su un setup Linux che non chieda il permesso per ogni singola operazione.

Source: New Mac Studio with M5 Max and M5 Ultra

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