Lego e l’arte di complicarsi la vita: addio The Mandalorian, benvenuto il nuovo (assurdo) nome

Lego e l'arte di complicarsi la vita: addio The Mandalorian, benvenuto il nuovo (assurdo) nome

Esiste un momento preciso in cui il rebranding smette di essere una strategia di marketing e diventa pura allucinazione collettiva.

Se pensavate che il mondo del software fosse pieno di nomi di pacchetti inutilmente complicati o di versioni di Linux che sembrano codici fiscali, pensateci due volte. Lego ha appena deciso di dare una rinfrescata (o un complicazione, a seconda dei punti di vista) al titolo del suo ultimo set ispirato a Star Wars. Non si parla più semplicemente di «The Mandalorian», ma di qualcosa di più lungo, stucchevello e decisamente meno iconico: «The Mandalorian & Grogu».

Sì, avete letto bene. Sembra che l’ufficio marketing abbia avuto un eccesso di zelo, decidendo che il titolo originale non fosse abbastanza descrittivo per includere il piccolo Grogu. Il risultato? Un nome che sembra uscito da un comunicato stampa scritto da un bot che ha abusato di prompt di ChatGPT per cercare di essere ‘inclusivo’ e ‘informativo’. È quel tipo di decisioni che ti fa venire voglia di tornare ai vecchi arcade, dove un gioco si chiamava «Pac-Man» e nessuno si poneva domande filosofiche sull’identità del protagonista.

Da smanettone, questa cosa mi ricorda il dramma dei nomi dei file nelle librerie Python o dei namespace nei progetti C++. A volte, per essere precisi, finisci per creare una stringa così lunga e astrusa che l’unico modo per gestirla è un regEx che farebbe piangere un senior developer. Ma qui siamo nel mondo fisico, tra mattoncini che si incastrano. Perché complicare un brand che funziona? È come se io decidessi di chiamare il mio nuovo progetto di stampa 3D «Macchina per la fusione di polimeri termoplastici riciclati con estrusione a caldo» invece di chiamarlo semplicemente «PlasticReMaker».

Per noi che amiamo smontare le cose, la questione è puramente estetica e funzionale. Il set è figo, non c’è che dire. Se i pezzi sono quelli giusti e la build è soddisfacente, il nome sulla scatola è solo metadata superfluo. Tuttavia, c’è un sottile pericolo: quando le aziende iniziano a dare troppa importanza al ‘naming’ a discapito della sostanza, iniziano a distrarre da quello che conta davvero, ovvero l’ingegneria e il divertimento.

In conclusione: se vedete questo set sullo scaffale, non cercate il vecchio titolo. Preparatevi a leggere nomi che sembrano descrizioni di database SQL. Per il resto, finché i pezzi si incastrano e non serve un manuale di 500 pagine per capire come montare un casco, potremo sempre sopravvivere a questo delirio di nomenclature.

Source: Lego’s New ‘Mandalorian & Grogu’ Set Confirms a Very Silly Name Change

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