Resurrezione Digitale o Delirio di Nostalgia? Il Fantasma di AskJeeves è di Tormento

Resurrezione Digitale o Delirio di Nostalgia? Il Fantasma di AskJeeves è di Tormento

Il progresso tecnologico è una macchina implacabile che schiaccia tutto ciò che incontra, ma a volte sembra avere un gusto terribile per il riciclo creativo delle macerie.

Recentemente è uscita una notizia che farebbe sobbalzare chiunque abbia vissuto i primi anni del web: Ask.com è ufficialmente morto. E non parlo di un semplice ‘fine del supporto tecnico’ o di un rebranding sfigato. Parlo di una vera e propria estinzione digitale. Ma la vera minaccia, quella che mi fa venire voglia di resettare il router e tornare a programmare in Assembly, è l’idea che i proprietari possano decidere di resuscitare l’antico AskJeeves sotto forma di chatbot basato su IA.

Per chi non fosse cresciuto con la connessione 56k che gracchiava come un demone, AskJeeves era quel servizio di ricerca dove l’interazione era… diciamo, un po’ troppo personale e decisamente poco efficiente rispetto agli standard odierni. Oggi siamo abituati ad avere LLM che scrivono codice, modellano mesh in Blender o ci aiutano a debuggare script in Godot in pochi secondi. L’idea di dover interagire con un ‘assistente’ che è solo un relitto della nostalgia millenniale mi sembra un insulto all’intelligenza (e alla larghezza di banda).

C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui il settore tech sta affrontando l’era dell’IA. Invece di costruire strumenti nuovi, potenti e realmente utili, il rischio è quello di vedere un’ondata di ‘zombie-tech’: vecchi brand svuotati di senso, riempiti di una scatola di chat mediocre che sputa risposte preimpostate e pieni di tracker per la pubblicità. È il classico approccio ‘corporate’ che odiamo: prendi un pezzo di passato, applicagli un layer di hype, vendi l’idea di innovazione e spera che nessuno si accorga che dietro non c’è nessun algoritmo geniale, ma solo un wrapper inutile su API altrui.

Per noi che amiamo smontare le cose, che passiamo le notti a calibrare i motori di una CNC o a ottimizzare un rendering in Krita, la tecnologia deve essere uno strumento, non un giocattolo nostalgico. Non ci serve un chatbot che ci ricordi quanto era ‘carino’ il web del 2000; ci serve tecnologia che funzioni, che sia open, che possiamo hackerare e migliorare.

Speriamo davvero che AskJeeves resti confinato nei meandri della memoria storica, tra i vecchi arcade e i floppy disk dimenticati. Lasciamo che la polvere digitale lo ricopra definitivamente. Il futuro è troppo interessante per essere costruito sulle ceneri di un motore di ricerca che non sapeva nemmeno cosa fosse una query complessa.

Source: Ask.com Is Dead, and I’m Begging Its Owners Not to Bring AskJeeves Back as a Chatbot

Lascia un commento