John Deere e la tregua dei dieci anni: un traguardo o solo un trailer per il prossimo reboot?

John Deere e la tregua dei dieci anni: un traguardo o solo un trailer per il prossimo reboot?

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel pensare che un trattore possa avere più barriere software che uno smartphone di fascia media. Se siete del tipo che preferisce compilare un kernel da solo piuttosto che accettare un aggiornamento firmware non verificato dal produttore, sapete bene di cosa parlo. La questione è: se hai pagato per l’hardware, perché non puoi decidere cosa succede dentro il suo codice?

Dopo dieci anni di battagcia legale, di proteste e di gente che cercava disperatamente di bypassare i blocchi digitali, sembra che la saga del «Right to Repair» con John Deere abbia finalmente trovato un punto di esordio per un possibile epilogo. La notizia che arriva dagli USA è che è stata raggiunta una sorta di tregua che, tecnicamente, dovrebbe durare per i prossimi dieci anni. Niente più scontro frontale, o almeno per un decennio.

In pratica, il gigante dell’agricoltura sembra aver accettato di allentare un po’ la morsa, permettendo un accesso più fluido alle diagnosi e alle riparazioni. Per chi mastica di hardware e sistemi embedded, questo significa che i proprietari di questi mastodonti di metallo potrebbero finalmente smettere di dipendere esclusivamente dal concessionario ufficiale ogni volta che un sensore decide di fare i capricci. Una vittoria per l’autonomia, non trovo altri termini.

Però, restiamo con i piedi per terra. Sappiamo come funziona il game: i grandi player non regalano libertà per sport. Questa «tregua» è un po’ come quella tregua in un film di guerra che dura solo fino al prossimo cliffhanger. Mentre noi qui in Italia guardiamo la notizia con un certo distacco — perché, diciamocelo, le leggi americane hanno un impatto diretto limitato sulla nostra quotidianità agricola, se non per l’influenza che esercitano sui trend globali — il principio resta valido. Il modello di business basato sul controllo totale del software è un virus che cerca di infettare ogni settore, dall’elettrodomestico alla macchina agricola.

Speriamo che questo non sia solo un modo elegante per farci dormire tranquilli mentre continuano a blindare i sistemi con protocolli proprietari sempre più impenetrabili. La vera sfida non è solo avere il permesso di riparare, ma avere il diritto di capire cosa stiamo riparando. Per ora, però, possiamo celebrare questo breve momento di pace. Un decennio di respiro non è poco, anche se sappiamo che, alla prima occasione utile, qualcuno proverà di nuovo a inserire un lucchetto digitale dove non dovrebbe.

In fondo, finché ci sarà un bit che cerca di dirci cosa fare con l’hardware che possediamo, ci sarà qualcuno pronto a cercare il workaround.

Source: John Deere’s Right-to-Repair Saga Is Finally Over—for 10 Years, at Least

Lascia un commento