
Quanti di voi hanno un cassetto, o una scatola, o un intero angolo del garage che è diventato una zona di esclusione nucleare composta esclusivamente da adattatori, alimentatori e cavi che sembrano appartenere a un’era geologica precedente al rilascio di Linux?
Se avete alzato la mano, benvenuti a casa. Non siete disordinati, siete custodi di un patrimonio storico-tecnologico.
Recentemente è spuntato un post che ha colpito nel segno, toccando corde profonde (e un po’ nostalgiche) di chiunque passi il tempo a fare troubleshooting o piccoli progetti hardware. L’autore, ispirato da un pensiero di Tyler Gaw, racconta di aver scavato in fondo alla sua ‘Grande Scatola dei Cisi’ per ritrovare due cavi che stavano lì da oltre dieci anni. La domanda classica, quella che ogni partner o coinquilino ti rivolge con un misto di disprezzo e pietà, è arrivata puntuale: «Ma quando mai li userai mai?»
La risposta, per chi mastica tecnologia, è sempre la stessa: oggi. O forse tra due anni, quando dovrai riparare quel vecchio controller o configurare quell’estrazione di dati da un dispositivo che usa un connettore che ormai è considerato reperto archeologico.
L’autore non si è limitato a sorridere con amarezza; ha compiuto un atto di resistenza culturale. Ha stampato il messaggio, lo ha incollato con del nastro adesivo sulla sua scatola (che la moglie, con la tipica saggezza dei non addetti ai lavori, ha ribattezzato «FAMILY TECHNO BOX») e ha dichiarato guerra all’idea che l’accumulo di hardware obsoleto sia inutile.
C’è una verità filosofica in tutto questo che va oltre il semplice accumulo di rame e plastica. In un mondo che spinge verso l’ubiquità del wireless e l’astrazione totale del cloud, mantenere una collezione di cavi fisici è un atto di ribellione contro l’obsolescenza programmata e l’idea che tutto debba essere sostituibile con un click o un abbonamento mensile. È la celebrağıione della persistenza del tangibile.
Certo, per chi vive in un appartamento di 30 metri quadri a Milano, l’idea di una ‘scatola dei cavi’ che occupa metà del soggiorno potrebbe sembrare un’esagerazione, ma il concetto resta valido. Non importa se la vostra scatola è un piccolo contenitore di plastica o un armadio intero: proteggetela. Quel cavo che oggi vi fa sembrare dei accumulatori compulsivi, domani potrebbe essere l’unico ponte tra voi e la soluzione a un bug disperato.
Quindi, la prossima volta che qualcuno prova a convincervi a fare ‘decluttering’ della vostra collezione di alimentatori, mostrategli il vostro manifesto. Difendete il vostro caos. Perché la tecnologia cambia, ma il bisogno di un cavo giusto al momento giusto è eterno.
