Il grande complotto delle commissioni: Visa e Mastercard hanno appena scoperto che non sono i soli protagonisti del loro film

Il grande complotto delle commissioni: Visa e Mastercard hanno appena scoperto che non sono i soli protagonisti del loro film

Avete presente quando cercate di installare una dipendenza su Linux, ma scoprite che il pacchetto è bloccato da una policy aziendale che vi impedisce di scegliere alternative più leggere? Ecco, i giganti del credito americano stanno facendo esattamente la stessa cosa con i commercianti, ma su una scala decisamente più costosa.

Una nuova causa collettiva, nota come «The Pizza Standard LLC v. Visa Inc. et al.», ha appena messo sotto accusa non solo Visa e Mastercard, ma anche i pesi massimi del settore bancario come JPMorgan Chase, Bank of America e Citigroup. L’accusa? Un sistema orchestrato per mantenere le commissione sulle transazioni con carta di credito artificialmente alte, impedendo di fatto qualsiasi forma di vera concorrenza.

In pratica, secondo la causa, questi player hanno creato una sorta di ecosistema chiuso e non negoziabile. Se sei un commerciante e vuoi accettare Visa, sei costretto ad accettare tutto il pacchetto, senza poter dire: «Ehi, questa specifica carta mi costa troppo, preferirei non processarla». È un meccanismo che ricorda molto i vecchi sistemi proprietari che ti costringevano a comprare solo hardware della stessa marca per far funzionare tutto il resto. Un vero e proprio ‘walled garden’ finanziario che impedisce ai negozianti di deviare i clienti verso metodi di pagamento più economici.

Il numero che salta all’occhio è da capogiro: si parla di oltre 100 miliardi di dollari l’anno in commissioni pagate dai commercianti per poter accettare queste carte. Una cifra che, se fosse distribuita altrove, potrebbe far girare l’economia mondiale in modo decisamente più fluido.

Ora, facciamo un respiro profondo e guardiamo la realtà italiana. Siamo in Europa, dove le regole dell’Antitrust e le direttive europee (come la PSD2) cercano di dare un po’ di respiro ai pagamenti digitali e di favorire l’interoperabilità. Quindi, concretamente, questa battaglia legale che si svolge a New York non cambierà il costo del tuo caffè o della tua pizza qui da noi domani mattina. Tuttavia, il pattern è lo stesso: il tentativo di controllo del mercato attraverso barriere tecniche e contrattuali è un problema globale.

La parte più ironica, per chi ama i glitch nel sistema, è che questa non è la prima volta che li beccano. Esisteva già un accordo da 5 miliardi di dollari per violazioni passate, ma i difensori del sistema hanno trovato il modo di far sì che il risarcimento coprisse solo le transazioni fino al 2019. Praticamente hanno detto: «Ok, abbiamo sbagliato in passato, ma da ieri l’errore non è più coperto dal contratto». Un trick degno di un cattivo di una serie sci-fi di serie B.

Restiamo in attesa di vedere se questo ‘patch’ legale riuscirà finalmente a fixare il bug del monopolio o se i colossi finanziari troveranno un altro workaround per continuare a fatturare senza attriti.

Source: Visa, Mastercard, Major Banks Facing New Litigation over 'Anticompetitive' Fees

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