
Il mercato della virtualizzazione sta diventando un campo di battaglia degno di un titolo arcade degli anni ’90, ma con budget infiniti e meno pixel colorati.
Se pensavate che la guerra tra vendor fosse solo una questione di fogli Excel e contratti snervanti, preparatevi, perché HPE ha appena deciso di lanciane una grossa. La notizia, che sta facendo discutere su Ars Technica, è che HPE sta cercando di attirare i naufraghi della migrazione VMware offrendo un anno intero di software gratuito. In pratica, stanno dicendo: «Ehi, vieni qui, prova la nostra soluzione VM Essentials senza che il tuo budget aziendale esploda immediatamente».
Per chi di noi ha passato notti intere a configurare hypervisor o a cercare di far girare macchine virtuali su hardware che sembrava destinato alla raccolta differenziata, la situazione è chiara. Dopo i cambiamenti di licenza di VMware (che hanno fatto disperare molti, non solo i sysadmin ma anche noi che amiamo l’open source e la libertà), HPE ha visto l’opportunità perfetta per colpire dove fa più male: il portafoglio.
Ma andiamo al sodo. È una mossa geniale o solo una manovra per creare altro vendor lock-in? Dal punto di vista di chi ama smanettare e capire come girano gli ingranaggi, l’idea di avere software gratuito è sempre una boccata d’aria fresca. Tuttavia, sappiamo tutti come funziona il gioco. L’anno gratis è il ‘cavallo di Troia’ per portarti dentro il loro ecosistema. Una volta che hai configurato tutta la tua infrastruttura, i tuoi script e i tuoi workflow su HPE, cambiare di nuovo diventerà un incubo degno di un bug in un codice scritto in C senza un solo commento.
Per noi maker e appassionati di automazione, questa notizia è interessante perché indica che il mercato si sta muovendo. Se la concorrenza aumenta, le alternative diventano più accessibili. Anche se non gestiremo mai un data center enterprise nel garage accanto alla nostra stampante 3D, vedere un gigante che prova a scardinare un monopolio è sempre stimolante.
In sintesi: meno hype inutile, più sostanza e meno licenze che costano quanto un set di lame per CNC. Restiamo con gli occhi aperti per vedere se dopo dodici mesi HPE continuerà a sorridere o se inizierà a mandare fatture che ci faranno desiderare di tornare al buon vecchio retrocomputing, dove l’unica cosa che dovevi pagare era la bolletta della luce per tenere acceso il Commodore 64.
Source: Year of free HPE software a “step in the correct direction” in VMware rivalry
