
Se pensavate che l’unica vera minaccia globale fosse un nuovo exploit zero-day capace di mandare in tilt i vostri server, preparatevi a riconsiderare le priorità.
Il CEO di Ford è appena uscito con una dichiarazione che sembra uscita da un film di fantascienza distopica, dove una superpotenza tecnologica arriva silenziosamente e ti scavalca mentre sei ancora lì a debuggare il firmware della tua vecchia auto a combustione. In sostanza, secondo il big boss di Detroit, l’Europa è ormai ‘persa’ contro l’ondata di veicoli elettrici provenienti dalla Cina. E non lo dice con l’entusiasmo di chi ha appena scoperto una nuova libreria open source super efficiente, ma con il tono di chi vede il proprio stack tecnologico diventare obsoleto in una notte.
Il succo della questione? La Cina non sta solo producendo auto, sta dominando la supply chain delle batterie e l’integrazione software, rendendo i prodotti occidentali costosi e, onestamente, un po’ indietro rispetto al trend. Il CEO di Ford ha lanciato un appello a Washington, suggerendo che gli USA dovrebbero ‘prendersi del tempo per riflettere’ prima di lasciare che le auto cinesi inondino i mercati. Tradotto dal corporate-speak: ‘Ehi, metteteci dei dazi, altrimenti finiamo tutti a fare i conducenti di Uber con le auto degli altri’.
Certo, noi qui in Italia siamo abituati a vedere le decisioni geopolitiche prese da gente che sembra non aver mai visto un circuito integrato in vita sua. Mentre a Washington si discute di barriere doganali e di come proteggere il proprio mercato, noi ci troviamo nel mezzo di una tempesta perfetta. Le leggi che decidono cosa può circolare in Europa o negli USA hanno un impatto enorme, anche se spesso sembrano decisioni prese in una stanza chiusa, lontano dai reali bisogni di chi l’auto la usa per andare a lavoro o per fare un weekend fuori porta.
C’è da ammirare la velocità con cui questi nuovi player stanno scalando il settore, ma c’è anche da temere quel tipico approccio ‘black box’ che accompagna molti di questi nuovi standard tecnologici. Non è solo una questione di motori e batterie; è questione di chi detiene il controllo dell’ecosistema. Quando un intero settore viene ridefinito da un unico polo produttivo, la libertà di scelta e la sovranità tecnologica iniziano a diventare concetti piuttosto astratti.
Insomma, tra dazi, protezionismo e una competizione che corre più veloce del mio overclock più stabile, il settore automotive sta vivendo un momento che farebbe impallidire qualsiasi crisi di sistema. Vedremo se la vecchia guardia riuscirà a patchare la propria strategia o se siamo destinati a vedere solo log di errori che segnalano la fine dell’era occidentale su quattro ruote.
Source: Ford CEO Says Europe Is Lost To Chinese Electric Vehicles
