Elon Musk e il grande rimpianto da mezzo miliardo di dollari

Elon Musk e il grande rimpianto da mezzo miliardo di dollari

Avete presente quella sensazione di quando fate un acquisto compulsivo su Amazon alle tre di notte, convinti che quel gadget inutile vi cambierà la vita, per poi svegliarvi il mattino dopo con il desiderio primordiale di cancellare l’ordine e sparire in un’altra dimensione?

Ecco, Elon Musk sta vivendo esattamente questo momento, solo che invece di un cavetto USB rotto, stiamo parlando di una cifra che farebbe impallidire qualsiasi budget di un progetto open source ambizioso: quasi mezzo miliardo di dollari.

Secondo i primi risultati elettorali che stanno arrivando dagli Stati Uniti, il piano di Musk di usare il suo enorme potere di spesa per influenzare il Congresso sembra essersi trasformato in un gigantesco errore di calcolo. I dati suggeriscono una vittoria democratica, il che significa che i suoi quasi 473 milioni di dollari donati per cambiare l’assetto politico del Paese sono, tecnicamente, finiti nel cestino dei rifiuti della storia.

Per noi che viviamo in Italia, questa notizia potrebbe sembrare il classico ‘problema da ricchi americani’ che non impatta direttamente sulla nostra voglia di smontare hardware o compilare kernel custom. In fondo, le leggi che passeranno a Washington non cambieranno la nostra capacità di far girare Linux su un vecchio ThinkPad. Tuttavia, il sottotesto è fondamentale: stiamo assistendo a un esperimento sociale su scala globale. Vedere un singolo individuo tentare di fare il ‘push’ di una modifica massiva al codice della società, convinto di avere i permessi di root, e fallire clamorosamente, è una lezione di system administration che non dovremmo sottovalutare.

Il termine tecnico usato dalla stampa, ‘buyer’s remorse’ (il rimorso dell’acquirente), è perfetto. È quel glitch cognitivo che ti assale quando ti rendi conto che hai speso una quantità folle di risorse per un risultato diametralmente opposto a quello desiderato. Musk ha cercato di forzare un update del sistema operativo politico americano, ma il sistema ha risposto con un errore di segmentazione che ha mandato in crash tutto il suo investimento.

Senza entrare nel merito delle dinamiche politiche che ci stanno lontano, il punto è l’arroganza di chi pensa che con abbastanza capitale si possa bypassare la logica della comunità e imporre una propria visione proprietaria sul mondo. È lo stesso approccio di chi cerca di chiudere gli standard aperti dentro un ecosistema chiuso e controllato. In questo caso, il ‘server’ della democrazia americana ha risposto con un rifiuto di connessione che costa metà miliardo di dollari. Un crash decisamente costoso, non c’è che dire.

Source: Early Results Suggest 473 Million Dollars’ Worth of Buyer’s Remorse for Elon Musk

Lascia un commento