
Se aveste scritto questo script per un film di spionnage di serie B, i critici vi avrebbero accusato di eccessiva mancanza di realismo. Eppure, eccoci qui, con le mani sulla tastiera a commentare un leak che sembra uscito direttamente da un thread di 4chan nei giorni migliori.
Secondo un whistleblower che ha deciso di fare la cosa giusta (e che probabilmente ha già preparato il piano di fuga), l’obiettivo non è solo vincere le prossime midleterm americane, ma riscriverne le regole del gioco mentre la partita è ancora in corso. Non parliamo di un semplice attacco brute-force ai seggi, ma di una strategia di caos strutturato. L’idea è quella di creare un rumore di fondo talmente alto e una confusione tale da rendere impossibile distinguere un dato reale da una fake news, finché il risultato non è già stato deciso nei corridoi che contano.
Per noi che passiamo le giornate a cercare di capire come funzionano i protocolli o a patchare vulnerabilità, questo tipo di approccio è disturbante. È come se qualcuno decidesse di lanciare un attacco DDoS contro l’intero concetto di verità pubblica, saturando la banda della comunicazione con pacchetti di disinformazione finché il server della democrazia va in crash.
Certo, lo so cosa state pensando: «Ma a noi che ci importa? Siamo in Italia, qui le prossime elezioni le decidiamo con un altro round di sconti sui carrelli Amazon o con qualche movida in piazza». Ed è vero, l’impatto diretto sulla nostra mucherdite quotidiana è minimo. Però, non dimentichiamo che il software che governa il mondo (e le narrazioni che lo alimentano) è globale. Se il protocollo base della democrazia occidentale subisce una vulnerabilità critica negli Stati Uniti, il resto del mondo riceve un aggiornamento di sicurezza decisamente inquietante.
Il piano descritto non è elegante. Non c’è un exploit preciso, non c’è un codice pulito. È un approccio brutale, basato sulla destabilizzazione dei processi e sulla manipolazione della percezione. È l’equivalame politico di un malware che non ruba i tuoi dati, ma si limita a corrompere ogni singolo file del tuo sistema operativo finché non riesci più a capire se il desktop che stai guardando sia quello vero o una simulazione.
In un mondo che dovrebbe tendere all’open source e alla trasparenza, vedere un tentativo di implementare un sistema proprietario e opaco sulla gestione del potere è decisamente deprimente. Restate sintonizzati, perché se questo leak è confermato, la patch per riparare il sistema potrebbe essere molto più difficile da scrivere di quanto pensiamo.
Source: Here’s How Trump Plans to Steal the Midterm Elections, According to a Whistleblower
