
Immaginate di aver appena finito di buildare un server domestico indistruttibile, ma di scoprire che il vostro nuovo acquisto ha più sistemi di sicurezza integrati di un caveau della Banca d’Italia. Sembra un paradosso, ma è esattamente quello che sta cercando di venderci il progetto della nuova e-bike ‘più sicura al mondo’, che gira sotto licenza Volkswagen.
Sì, avete letto bene. Il colosso tedesco ha deciso che il mondo del micromobilità ha bisogno di un po’ di quel ‘feeling’ da berlina di lusso, portando la tecnologia dei crash test automobilistici direttamente sul telaio di una bici elettrica. Durante i test effettuati a Berlino, il mezzo ha mostrato di essere un vero e proprio tank su due ruote. Il problema? Il prezzo. Parliamo di diverse migliaia di dollari. Praticamente, con quello che costa questa bici, potreste comprarvi un setup hardware da incubo, un modulo 5G e avanzerebbe pure il resto per un set di saldatrici di fascia alta.
La notizia, che arriva dritta dalla Germania, ha quel sapore tipico dell’ingegneria pesante che cerca di risolvere problemi che, forse, non esistono per l’utente medio. Ovviamente, se vivete in Italia, sapete benissimo che la sicurezza della vostra e-bike dipende molto più dalla vostra capacità di schivare una Panda che perde freni in una via stretta del centro, piuttosto che dai sensori avanzati integrati nel telaio. La legislazione tedesca è un altro paio di maniche, e qui siamo nel territorio dell’hype tecnologico applicato a un prodotto di nicchia estrema.
C’è un aspetto che mi ha fatto sorridere: dicono che la bici sia divertente da guidare anche senza batteria. In pratica, è una bici elettrica che funziona benissimo come una bici normale, ma con un costo che vi farebbe piangere l’anima. È quel tipo di approccio ‘overengineered’ che amiamo criticare ma che, in fondo, ammiriamo per l’audacia. Però, restiamo con i piedi per terra: finché non vedremo una documentazione aperta sui sistemi di bordo o la possibilità di smontare e modificare i componenti senza che il software ci blocchi l’accesso, rimarrà solo un altro lussuoso gadget per chi ha troppi soldi e poca voglia di rischiare un graffio.
Insomma, un bel pezzo di ingegneria, decisamente figo da vedere in un video di test, ma per noi che preferiamo la libertà di modificare ogni singolo bit della nostra tecnologia, resta un oggetto un po’ troppo chiuso nel suo ecosistema di sicurezza e prestigio.
Source: I Test Rode the Volkswagen-Licensed ‘World’s Safest E-Bike’ in Berlin
