
Dimenticate i modelli linguistici da miliardi di parametri o i nuovi framework JavaScript che escono ogni martedì mattina: esiste un sistema di distribuzione dati che funziona da anni senza un singolo bug di memoria o un crash del server.
Sto parlando dell’Imagination Library di Dolly Parton. Se non l’avete mai sentito nominare, non colpevolizzatevi: non è un nuovo plugin di VS Code o un protocollo di rete decentralizzato. È un programma che spedisce libri fisici, cartacei, ovvero ‘analogico puro’, direttamente a casa dei bambini dalla nascita fino all’inizio della scuola.
Sì, avete letto bene. Niente login, niente abbonamenti monthly, niente pop-up di cookie che ti chiedono il consenso per tracciarti fin dentro i sogni. Solo libri che arrivano per posta. In un mondo dove tutto è diventato un servizio in cloud, soggetto a sospensioni dell’account o cambiamenti di licenza che ti rendono l’utente un suddito, l’idea di ricevere qualcosa di tangibile, che non richiede una connessione Wi-Fi e che non smette di funzionare se il provider decide di cambiare i termini di servizio, è quasi rivoluzionaria.
Ovviamente, come sempre, c’è un ‘ma’. Se cercate questo servizio mentre siete seduti in un bar a Brera o in una piazza a Palermo, probabilmente non troverete nulla. Il progetto opera in aree specifiche (principalmente USA e Canada), quindi per noi che viviamo in Italia l’impatto diretto è nullo. Non è che domani arriverà un corriere con un set di libri su Star Wars o su come costruire un computer nel retrobottega di casa.
Però, la cosa che mi fa riflettere è il concept. In un’epoca in cui l’hype tecnologico ci spinge a credere che la soluzione a ogni problema sociale sia un’app o un database distribuito, Dolly Parton ha implementato una logica di ‘push delivery’ estremamente efficiente. Ha identificato un gap di accesso alle risorse informative e ha creato un sistema di distribuzione fisica che bypassa completamente le barriere digitali.
È un approccio quasi ‘low-tech’ che però colpisce nel segno. Non c’è la comodità di un Kindle, ma c’è la permanenza del supporto. Non puoi cancellare un libro fisico con un comando ‘rm -rf’.
In conclusione: meno hype per le startup che promettono di rivoluzionare il mondo con i NFT e più ispirazione da questo modello di distribuzione analogica. Anche se non possiamo applicarlo alla nostra libreria di pacchetti Python, l’idea di creare valore senza dover chiedere i permessi di amministrazione a un server centrale è qualcosa che ogni hacker dovrebbe ammirare.
