
Se pensate che il problema del web sia solo il fatto che Netflix rallenta durante il carico, siete decisamente troppo ottimisti (e probabilmente vivete in una bolla troppo confortevole).
Mentre noi qui in Europa ci lamentiamo del GDPR o della velocità della fibra, in altri angoli del pianeta la battaglia per l’accesso all’informazione si combatte a colpi di Deep Packet Inspection, whitelist statali e shutdown preventivi. Non è sceneggiatura di un episodio di Black Mirror, è la realtà quotidiana di chi vive sotto regimi che hanno deciso che Internet deve essere solo una versione molto controllata e molto noiosa del loro sito governativo.
Proprio per questo, c’è una notizia che mi ha fatto saltare sulla sedia: per il FOSDEM 2027 (sì, stiamo già parlando del futuro, perché i nerd non dormono mai) è stata annunciata la devroom «Digital Dissident». E no, non aspettatevi il solito pitch di un nuovo database distribuito o di un tool di CI/CD che promette di dimezzare i tempi di build.
L’idea dietro questa devroom è tutt’altro che accademica. Gli organizzatori hanno capito una cosa fondamentale che spesso sfugge ai single-project enthusiast: chi vive sotto una dittatura non usa «solo» un VPN o «solo» un messenger criptato. La sicurezza è una catena, e la catena è forte quanto il suo anello più debole. Se usi un messenger anonimo pazzesco, ma le notifiche push passano per i server di un big tech che traccia tutto, hai appena consegnato la tua identità su un piatto d’argento.
Il focus qui è l’interoperabilità e la resistenza end-to-end. Si parlerà di come far arrivare i dati a destinazione senza che il protocollo QUIC ti faccia tradire, di come proteggere i metadati, di come gestire la sicurezza fisica dei dispositivi e di come costruire una «chain of tools» che regga l’urto di infrastrutture nate per sorvegliare.
È una roba estremamente figa, perché sposta il baricentro dal puro ‘come funziona la tecnologia’ al ‘come la tecnologia può proteggere le persone’. Non è una discussione che riguarda solo chi vive in Iran o in Russia; è una sfida tecnologica che mette a nudo le debolezie dei sistemi che diamo per scontati anche qui. Se il protocollo è vulnerabile al fingerprinting, il problema è globale.
Se avete progetti che si occupano di circumvention, anonymity, o sistemi decentralizzati (pensate a Nym, Delta Chat, SimpleX o tutto l’ecosistema Tor/Nostr), il vostro posto è lì. L’invito è aperto: portate le vostre idee, i vostri modelli di minaccia e, soprattutto, le soluzioni concrete. Niente fuffa, niente marketing, solo codice che serve a tenere accesa la luce quando qualcuno prova a spegnerla.
Le call for proposal aprono a ottobre 2026. Preparate i commit, perché la battaglia per un web libero non è affatto finita.
Source: I refuse to accept a censored Internet. Join Me at FOSDEM 27
