Demis Hassabis: il CEO che voleva solo fare lo scienziato (e noi lo capiamo)

Demis Hassabis: il CEO che voleva solo fare lo scienziato (e noi lo capiamo)

Spostare il proprio focus dalla gestione di un impero tecnologico alla pura ricerca scientifica è un lusso che pochissimi possono permettersi, ma Demis Hassabis sembra averlo fatto con una determinazione degna di un protagonista di un film di Christopher Nolan.

Secondo quanto trapelato da recenti indiscrezioni, l’ex CEO di Google DeepMind non stava solo cercando di gestire la pressione del potere, ma stava attivamente tramando per abbandonare la poltrona da amministratore delegato e tornare a fare quello che sa fare davvero: lo scienziato. Immaginate la scena: invece di guardare fogli di calcolo, metriche di crescita e dashboard piene di KPI che non dicono nulla di utile, Hassabis sognava di tornare tra i dataset, i modelli e la bellezza pura della scoperta.

Per noi che passiamo le serate a debuggare script o a cercare di far girare un modello LLM locale su hardware che urla pietà, questa notizia suona quasi come un manifesto. C’è qualcosa di profondamente onesto nel desiderio di scappare dal ‘corporate-speak’ e dalle decisioni strategiche prese in board room per tornare alla materia prima, quella che non ha bisogno di slide di PowerPoint per giustificare la propria esistenza.

Certo, per noi che viviamo in Italia, le dinamiche interne di un colosso come Google sembrano sempre un po’ un dramma lontano, una specie di soap opera per tech-entusiasti che non influisce direttamente sulla nostra capacità di compilare codice o di montare un nuovo cluster Raspberry Pi. Eppure, il tema è universale. Quante volte, mentre siamo sommersi da task burocratici o da aggiornamenti software che rompono tutto senza motivo, non abbiamo desiderato resettare tutto e tornare alle basi?

Il punto è che la gestione dell’hype attorno all’IA sta diventando una macchina da guerra di marketing e business, dove spesso la ricerca vera e propria finisce in secondo piano rispetto alla necessità di dominare il mercato. Se Hassabis ha davvero cercato di fuggire per un anno per ritrovare la sua bussola scientifica, forse ha capito che il vero valore non sta nel decidere quanto fatturato far generare a un chatbot, ma nel capire come quel chatbot sia costruito.

In un mondo che corre verso l’automazione selvaggia, forse l’unico modo per non perdere la bussola è proprio quello che ha tentato di fare lui: staccare la spina dal management e rimettersi al banco di lavoro. Meno meeting, più esperimenti. Chi altro si sente così?

Source: Demis Hassabis Had Reportedly Been Plotting to Leave His DeepMind CEO Job for a Year

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