
Se pensavate che il mondo dell’intelligenza artificiale fosse ormai una tranquilla passeggiata nel parco tra algoritmi ottimizzati e cluster di GPU, preparatevi a un reboot improvviso.
Le ultime notizie che arrivano dal quartier generale di Alphabet hanno scosso un po’ la community di Hacker News, e non per un nuovo modello che batte il benchmark di turno, ma per un classico ‘cambio di assetto’ ai vertici. Sundar Pichai, il CEO che gestisce Google con la precisione di un database relazionale, ha annunciato che Demis Hassabis sta lasciando la carica di CEO di DeepMind per assumere quella di President. Non è che stia andando in pensione a giocare a scacchi in un resort sulle Alpi, sia chiaro, ma la sua figura si sposta su un piano più… diciamo, strategico e meno operativo.
Ma la vera bomba, quella che fa sussultare anche i server più tranquilli, è la notizia della partenza di Jeff Dean. Per chi mastica codice e infrastrutture da una vita, il nome di Dean non è solo un nome: è un’istituzione. Parliamo dell’uomo che ha contribuito a gettare le fondamenta su cui poggia gran parte dell’ecosistema moderno di machine learning. Vedere uno dei pilastri di Google che decide di spostarsi altrove è come vedere un pezzo fondamentale di una libreria open source sparire dal repository principale proprio mentre tutto il mondo sta cercando di buildare il prossimo grande modello linguistico.
Certo, leggendo tra le righe del comunicato aziendale — quel linguaggio patinato e privo di anima che sembra scritto da un algoritmo di marketing — tutto sembra un naturale ‘prossimo capitolo’. Ma noi sappiamo che quando i big cambiano poltrona, di solito c’è sotto una ristrutturazione pesante per centralizzare ancora di più il potere decisionale. È il solito schema: meno focus sulla ricerca pura e più attenzione al far quadrare i bilanci e l’integrazione con i prodotti consumer.
Per noi che viviamo di sperimentazioni, di script scritti in emergenza e di quella sana diffidenza verso i giardini recintati delle Big Tech, questo movimento solleva interrogativi. La direzione sta diventando troppo orientata al prodotto e troppo poco alla ricerca esplorativa? Quando i pionieri lasciano il posto alla governance, il rischio di trovarsi con sistemi sempre più chiusi, meno trasparenti e più orientati al profitto immediato è sempre dietro l’angolo.
In Italia, dove spesso subiamo le decisioni prese nei meeting di Mountain View come se fossero leggi divine, questa notizia ci riguarda eccome. Non è solo questione di nomi su un organigramma, ma di quale direzione prenderà l’architettura del mondo digitale in cui siamo immersi. Restiamo sintonizzati per vedere se questo ‘momentum’ di cui parla Pichai porterà innovazione reale o solo un altro strato di astrazione sopra le solite API proprietarie.
Source: Changes at Google DeepMind: Demis Hassabis from CEO to Chair, Jeff Dean departs
