Dazi, commercio e altre delusioni: quando l’economia decide di fare il glitch

Dazi, commercio e altre delusioni: quando l'economia decide di fare il glitch

Esiste un momento preciso in cui la logica di un sistema globale sembra andare in kernel panic e tutto ciò che resta da fare è guardare i grafici che impazziscono. Se avete seguito i recenti aggiornamenti sulle tensioni commerciali tra le grandi potenze, avrete capito che non stiamo parlando di un semplice bug nel software della diplomazia, ma di un vero e proprio tentativo di riscrivere il codice dell’economia globale senza testare le dipendenze.

Il tema qui è quello dei dazi e delle barriere commerciali. Per chi non ha passato gli ultimi mesi a leggere i report di Bloomberg o a monitorare le oscillazioni dei mercati, il concetto è semplice quanto brutale: uno mette un ostacolo (il dazio) su un prodotto che arriva da fuori per proteggere la propria ‘produzione locale’. Sembra un’idea geniale, finché non ti rendi conto che viviamo in un mondo interconnesso dove ogni componente, dal microchip al condensatore che state usando nel vostro ultimo progetto di elettronica, è il risultato di una supply chain che attraversa tre continenti.

In Italia, poi, restiamo un po’ a guardare la partita mentre i pesi massimi si scambiano colpi. Sappiamo bene che le decisioni prese a Washington o a Pechino arrivano da noi con un certo ritardo, ma l’impatto è inevitabile. Quando si alzano le barriere, il costo dei componenti sale, la disponibilità di certe tecnologie cala e noi ci ritroviamo a gestire le conseguenze di un gioco di potere che sembra scritto da un cattivo di un film di serie B.

E qui entra in gioco la genialità di xkcd. L’ultimo aggiornamento non cerca di spiegarvi le tabelle doganali della BCE, ma usa l’ironia per sottolineare l’assurdità di queste dinamiche. È quel tipo di commento che ti fa dire: «Ma davvero stiamo cercando di risolvere i problemi del mondo creando nuovi problemi di accesso?». È come cercare di patchare una vulnerabilità critica chiudendo però tutti i processi del sistema operativo: sì, forse la falla è protetta, ma ora il computer non parte più.

In un mondo che dovrebbe tendere verso l’interoperabilità e l’open access, vedere che si sta tornando a costruire muri digitali e fisici è frustrante. È un po’ come quando un vendor decide che la tua smart home deve funzionare solo con il suo hub proprietario e ti nega l’accesso alle API. Non è progresso, è solo un altro modo per complicare la vita a chi, come noi, vorrebbe solo che le cose funzionassero in modo fluido e trasparente.

Source: Trade (and Tariffs)

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