Microduck: Il nuovo giocattolo per farti esplodere il cervello (e il portafoglio)

Microduck: Il nuovo giocattolo per farti esplodere il cervello (e il portafoglio)

Smettete di sognare di programmare un Transformer che scrive poesie d’amore e provate a far camminare un anatroccolo robotico senza farlo finire faccia a terra.

Se siete del giro, sapete che il termine «robotica» spesso evoca immagini di enormi bracci meccanici industriali o, peggio, di aspirapolvere intelligenti che si incastrano sotto il divano. Ma Pollen Robotics ha deciso di cambiare registro con Microduck, un biped di soli 25 centimetri che promette di essere il nuovo incubo (o sogno) di ogni maker e appassionato di AI.

Il punto non è solo che è un robottino carino. Il punto è che è un laboratorio di Reinforcement Learning (RL) portatile. Non arriva con una lista di comandi pre-impostati e immutabili scritti da qualche manager in Silicon Valley; arriva con una filosofia «sim-to-real» che è pura poesia per chi mastica codice. In pratica, puoi addestrare le sue ‘policy’ in un simulatore (usano MuJoCo, che è lo standard, quindi ok) sulla vostra macchina o tramite Hugging Face, e poi fare il deploy sul robot vero. È la differenza che passa tra guardare un tutorial su YouTube e poter effettivamente smanettare con il motore del gioco.

Parliamo di hardware: 15 motori, LiDAR, camera e due IMU. Roba seria per un coso che pesa meno di un chilo. Le funzioni di base sono già lì — camminare, sedersi, persino fare il trick con i pattini se gli monti i roller — ma il vero divertimento inizia quando decidete di ‘forkare’ il comportamento e insegnargli qualcosa di nuovo. Tutto il software stack è sotto licenza Apache-2.0. Niente segreti industriali blindati, niente walled garden che ti costringono a usare solo il loro cloud proprietario per far muovere un dito. Se il codice è su GitHub e puoi leggerlo, puoi possederlo.

Certo, c’è da parlarne: 399 dollari per l’unità base sono una cifra che non scherza, specialmente se aggiungiamo le tasse e la spedizione (che, ricordiamolo, non sono incluse, quindi preparate il budget). E poi c’è tutta quella serie di ‘pack’ extra — caricatori, motori di ricambio, accessori — che è un classico trucco da retail per farti spendere il doppio del prezzo iniziale. È un po’ come quando compri una console e scopri che per farla divertire davvero devi comprare altri dieci accessori separatamente.

In conclusione: se avete voglia di sporcarvi le mani con l’intelligenza artificiale applicata alla robotica e non vi spaventa l’idea di passare le notti a debuggare una policy che fa cadere il tuo Microduck ogni tre passi, questo è l’oggetto del desiderio dell’anno. Se invece cercate un giocattolo che funzioni magicamente senza dover capire cos’è un’impostazione di simulazione, lasciate stare e comprate un LEGO.

Pre-ordini aperti, spedizioni previste entro Natale 2026. Incrociamo le dita che non arrivino con un ritardo degno di una produzione di film di sci-fi anni ’80.

Source: Microduck

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