
A quanto pare, la sicurezza informatica globale sta andando a rotoli con la stessa velocità con cui un kernel non patchato subisce un exploit pubblico.
Segnatevi questa data: novembre 202ng. Mentre tutti a parlare di AI, quantum computing e di come l’automazione ci ruberà il lavoro, un gruppo di hacker (che probabilmente ha passato troppo tempo su 4chan) ha deciso di dimostrare che l’infrastruttura digitale che gestisce la nostra realtà visiva è più fragile di un vecchio script Bash scritto di lunedì mattina. In vari paesi, cartelloni pubblicitari giganti sono stati hackerati per visualizzare contenuti pornografici. Sì, avete letto bene. Non un messaggio politico, non un manifesto anarchico, ma puro e semplice materiale per adulti sparato in faccia a passanti e famiglie.
La parte che fa quasi ridere (se non fosse tragica) è la valutazione tecnica della cosa: secondo gli stessi hacker, chiunque possieda almeno due neuroni funzionanti avrebbe potuto orchestrare l’operazione. Non parliamo di un attacco coordinato contro un mainframe della NASA, ma di un’intrusione in sistemi che, con ogni probabilità, girano su software obsoleti, con credenziali di accesso che sono la stessa password di un Wi-Fi pubblico e con una gestione dei permessi che farebbe piangere un sistemista esperto.
Certo, l’evento è avvenuto all’estero e, onestamente, qui in Italia non abbiamo visto i nostri maxi-schermi trasformarsi in una vetrina di contenuti proibiti. Però, il punto non è la geografia, ma il concetto. Questo attacco è il sintomo di una malattia che conosciamo bene: l’arroganza di chi connette dispositivi alla rete senza minimamente curarsi della superficie di attacco. Spesso queste centraline pubblicitarie sono dei veri e propri ‘black box’ proprietari, gestiti da vendor che vendono hardware figo ma lasciano le porte aperte come in un saloon del West.
È la solita storia: si spinge sull’automazione e sulla connettività per fare grandi promesse di marketing, ma ci si dimentica di implementare le basi della sicurezza. È un po’ come montare un sistema di domotica avanzatissimo in una casa dove la porta d’ingresso è tenuta chiusa solo da un pezzo di scotch. Se la tecnologia che definisce il nostro paesaggio urbano è così vulnerabile, la domanda non è ‘se’ succederà qualcosa di peggio, ma ‘quando’.
In conclusione: complimenti ai ragazzi per lo show, ma un consiglio agli amministratori di sistema: aggiornate quei maledetti firmware prima che qualcuno decida di usare i vostri schermi per proiettare altro che semplici immagini. La prossima volta, magari, provate con un meme decente, che è decisamente meno illegale.
Source: Billboards in Multiple Countries Hacked to Show Porn
