Copilot non è sparito, è solo… più corporate. Cosa significa per noi maker?

Copilot non è sparito, è solo... più corporate. Cosa significa per noi maker?

Qualcuno mi ha chiesto se i giganti della tech stanno per smontare il nostro approccio al software, pezzo per pezzo, fino a lasciare solo i loro servizi cloud. E guardando le ultime mosse di Microsoft riguardo a Copilot, la risposta è un sonoro «non ancora», ma con un pizzico di cinismo da non mancare.

La storia è questa: sembria che Microsoft stia sistemando le etichette di Copilot all’interno di Windows 11. In pratica, stanno facendo un rebranding o, per usare un termine più tecnico, un refactoring visibile. All’apparente prima vista, sembra che stiano ritirando il label AI da alcune app, lasciando l’AI comunque presente, ma meno evidente. E l’effetto collaterale sui poveri utenti è un senso di profonda confusione e, francamente, un senso di essere stati manipolati dal marketing.

È il solito balletto da tech giant: il prodotto è lì, la funzione è lì, ma se non lo vedi etichettato con il nostro marchio preferito, non esiste. È la quintessenza del ‘corporate speak’ che ci fa sentire come se dovessimo fare da interpretari nel linguaggio aziendale.

Per noi che siamo abituati a *smanettare* e a capire come funziona la roba sotto il cofano (tipo quando stacchiamo un Raspberry Pi da un sistema che non ci convince), questo è un classico esempio di vendor lock-in mascherato da ‘ottimizzazione UX’. Non è che l’AI sparisce; sparisce la semplicità e la trasparenza. Ci spingono verso un’integrazione così profonda nel sistema operativo che, per quanto potente, ci lega ancora di più al loro ecosistema chiuso.

E qui arrivo il punto da hacker/maker. Per noi, l’AI non è un ‘feature’ da etichettare in un corner dell’OS. L’AI è un motore, un algoritmo che vogliamo poter estrarre, studiare, magari riadattare per farla girare su un vecchio sistema arcade emulato o su un microcontrollore che abbiamo assemblato noi. Vogliamo le API, non la magia del ‘clic qui’. Vogliamo i componenti aperti.

Questi giochi di rebranding ci ricordano sempre che, per quanto la tecnologia sia incredibile – che sia un CNC a controllo numerico o un vecchio bit-banging su un NES – il vero ostacolo non è mai la fisica, ma la porta che ci mettono davanti. Ci vogliono far credere che l’unica via per l’innovazione sia quella che hanno già previsto e incartato per noi.

In sintesi: non preoccupatevi, Copilot non è una boiata, è un gigantesco, costoso e complicato motore di prompt engineering. Ma la cosa che dobbiamo tenere a mente è questa: la nostra vera libertà è nell’open source, nel codice che possiamo modificare, nell’hardware che possiamo saldare noi stessi. Loro possono cambiare il nome, ma non possono toglierci la voglia di farci da ingegneri del caos.

Quindi, mentre Microsoft ci ride con i suoi nomi nuovi, noi continuiamo a programmare, a modellare in Blender e a far girare la vecchia ROM sul nostro mini-computer. L’innovazione vera è ancora qui, nel nostro garage (o nel nostro terminale), e non in un aggiornamento di Windows.

Source: Microsoft isn't removing Copilot from Windows 11, it's just renaming it

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