
Dimenticate per un secondo la noia dei fogli di stile usati solo per dare un po’ di padding ai margini o per decidere quanto debba essere arrotondato un bottone. Esiste un mondo dove il CSS non si limita a decorare, ma spara, esplode e ti insegue in un corridoio buio.
Sì, avete letto bene. È apparso su Hacker News un progetto che definire ‘folle’ è quasi riduttivo: CSSQuake. Non è un gioco costruito con motori grafici pesanti da centinaia di gigabyte, ma un vero e proprio shooter action che gira interamente (o quasi) sfruttando le potenzialità dei CSS. Sto parlando di dinamismo, particelle, illuminazione dinamica e gameplay, il tutto renderizzato tramite le ability che di solito usiamo per rendere un sito meno brutto.
Per chi mastica codice, la cosa è pura poesia cyberpunk. Vedere il browser che gestisce calcoli di collisioni, gestione dei frame rate e persino un sistema di illuminazione dinamica solo tramite manipolazione degli elementi DOM e proprietà CSS è quel tipo di ‘overengineering’ che ci fa sentire a casa. È un po’ come cercare di costruire un replicatore di materia usando solo un set di Lego e un foglio di calcolo Excel: tecnicamente assurdo, ma incredibilmente gratificante da osservare.
Le opzioni di debug sembrano uscite da un terminale degli anni ’90: puoi attivare outline, statistiche e pannelli FPS per capire quanto il tuo browser stia sudando per tenere in piedi questa follia. E il gameplay? C’è tutto: crosshair, particelle, nemici, persino la possibilità di disabilitare i danni o il movimento. È l’essenza stessa del tweaking.
Certo, non aspettatevi di giocarci il prossimo torneo mondiale di eSports su un server locale in garage, ma come dimostrazione di quanto sia potente (e sottovalutato) il web moderno, è una bomba. È quel genere di progetto che ci ricorda che la tecnologia non deve per forza essere un prodotto chiuso, preconfezionato e privo di anima, pronto per essere monetizzato con mille microtransazioni inutili. Qui c’è solo codice, creatività e un pizzico di sana ossessione per il limite del possibile.
Se siete tra quelli che passano il weekend a debuggare i media query o a cercare di capire perché un Flexbox si comporta in modo erratico, andate a dare un’occhiata. È la prova che, finché c’è un browser e un po’ di voglia di rompere le regole, non ci si annoierà mai.
Source: CSSQuake
