Canada: Benvenuti nel nuovo episodio di Black Mirror (ma con molta meno produzione)

Canada: Benvenuti nel nuovo episodio di Black Mirror (ma con molta meno produzione)

Avete presente quel senso di ansia che provate quando cercate di installare una dipendenza Python e leggete mille avvisi di sicurezza? Ecco, molti canadesi stanno per provare una sensazione simile, ma su scala nazionale e senza la possibilità di fare un semplice ‘pip uninstall’.

Il Parlamento canadese sta discutendo il Bill C-22, soprannominato «Lawful Access Act». Se il nome vi suona come una scusa pronta per giustificare un update invasivo che rompe tutto il vostro setup, non avete capito nulla. In pratica, questa legge ha già superato la Camera dei Comuni e ora sta aspettando il via libera dal Senato per trasformare il paese in un enorme laboratorio di sorveglianza.

Il punto non è solo che il governo vuole spiare. Il vero problema, quello che farebbe saltare sulla sedia chiunque abbia mai configurato un server con una minima attenzione alla crittografia, è la clausola sulle backdoor. Il Ministro della Pubblica Sicurezza potrebbe ordinare alle aziende di servizi digitali — parlo di app di messaggistica, provider, e tutto ciò che usate per comunicare — di creare dei punti di accesso per le forze dell’ordine. La condizione? Che ciò non causi una «insicurezza sistemica». Tradotto dal politichee: «Fate pure un buco nel sistema, basta che non si rompa tutto il resto». Spoiler: non esiste una backdoor che sia sicura al 100%. Se esiste un ingresso per le guardie, esisterà presto anche per qualche hacker particolarmente creativo.

In più, c’è la questione dei metadati. Il piano prevede la conservazione di tutto ciò che riguarda le comunicazioni per un anno intero. Chi ha parlato con chi, quando, da dove, quali servizi sono stati usati… un archivio perfetto per costruire un profilo digitale di chiunque, anche se non avete mai nemmeno sfiorato un’attività illecita. E non finisce qui: il Canada sta negoziando accordi per condividere questi dati con le forze dell’ordine degli Stati Uniti, saltando persino la supervisione di un tribunale canadese.

Per noi che viviamo in Italia, questa notizia potrebbe sembrare un problema distante, un drama che accade solo tra i pinguini e i canottieri. Ma non fatevi ingannare. La tecnologia non ha confini e le vulnerabilità introdotte da leggi come questa tendono a diventare standard globali. Se si stabilisce che una backdoor è accettabile in un paese democratico, il precedente è servito per tutti. I protocolli che usiamo, le librerie che scriviamo e le infrastrutture su cui poggia il web sono interconnessi. Un colpo alla crittografia in Canada è un colpo alla sicurezza di ogni server che gestisce dati sensibili nel mondo.

Quindi, mentre noi continuiamo a ottimizzare i nostri script e a lottare contro il bloatware, ricordiamoci che il perimetro della nostra libertà digitale si sta restringendo, un ‘aggiornamento legislativo’ alla volta.

Source: Canadians are running out of time to oppose Bill C-22

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