Caccia al tesoro (digitale) o come rubare 500 dollari in Bitcoin

Caccia al tesoro (digitale) o come rubare 500 dollari in Bitcoin

Dimenticate le giveaway di Instagram dove devi solo commentare con un emoji e taggare tre amici che non vedete da anni. Se siete il tipo di persona che preferisce passare il weekend a debuggare un kernel o a cercare di far girare un software del 2005 su un Raspberry Pi moderno, ho una notizia che potrebbe farvi saltare la retina.

Qualcuno su Hacker News ha appena lanciato una sfida che definire ‘old school’ è un eufemismo. Il progetto si chiama ‘Steal My Bitcoin’ e, come suggerisce il nome (decisamente poco diplomatico), l’obiettivo è semplice: entrate nel server, trovate la chiave privata e prendetevi i Bitcoin.

Parliamo di circa 500 dollari. Non diventerete ricchi, non potrete pagarci un affitto a Milano o ristrutturare un casale in Toscana, ma per un hacker è un po’ come trovare un jackpot in un arcade che non riceve manutenzione dal 1998. Il setup è una classica sfida di tipo CTF: c’è una chiave nascosta, l’accesso è tramite un account utente PHP e c’è un binario chiamato ‘print-flag’ che è il vostro unico punto d’ingresso.

Il dettaglio che mi ha fatto sorridere (e che mi ha fatto subito pensare a quanto siamo nostalgici) è la scelta della versione di PHP. L’autore ha deliberatamente selezionato una versione vulnerabile alle vecchie CVE di PHP2SHELL. In pratica, ci sta dicendo: «Ehi, se non sei aggiornato e non sai come funzionavano le vulnerabilità di qualche anno fa, non hai nemmeno speranza». È un invito a scavare nel passato, a studiare i vecchi exploit e a usare quel cervello che spesso usiamo solo per decidere quale distro Linux installare la prossima volta.

Ovviamente, per noi che viviamo nel mondo dell’open source e della trasparenza, vedere una sfida del genere è pura adrenalina. Non c’è il solito hype da ‘AI rivoluzionaria che cambierà il mondo’ o il solito marketing aggressivo delle Big Tech che cerca di venderci un abbonamento mensile per accendere una lampadina. Qui c’è solo codice, vulnerabilità e una promessa concreta.

Un’ultima nota di classe: l’autore ha anche suggerito che, se non avete bisogno di quei soldi, potreste donarli a GiveWell. Un tocco di etica che non guasta mai, anche in una competizione che letteralmente ti invita a rubare.

Quindi, se avete una serata libera, un terminale pronto e una voglia matta di testare le vostre abilità di exploit, il link è lì. Ma occhio: il timer segna ‘0.00 ore senza un hack riuscito’. La pressione è alta.

Source: Show HN: Steal My Bitcoin

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