
Se pensate che i prezzi dei componenti per le vostre stampanti 3D siano diventati folli, aspettate di leggere cosa sta combinando Broadcom con la gestione di VMware.
Secondo i documenti depositati in un tribunale inglese, il colosso della distribuzione Tesco ha deciso di dare un calcio nel sedere a VMware, spostando ben 40.000 server workload altrove. Il motivo? Non è un bug nel codice o un problema di performance, ma un banale e brutale aumento dei prezzi del 175% circa. Sì, avete letto bene: un incremento di quasi il doppio del costo, deciso con la stessa delicatezza con cui si schiaccia un chip sottile con un saldatore a 400 gradi.
Tesco ha parlato chiaro, definendo la condotta di Broadcom come «abusiva». È la classica mossa da azienda che ha capito di avere la gente per le palle grazie al vendor lock-in e decide di spremere i clienti finché non riescono a scappare. È lo stesso tipo di dinamica che odiamo quando un software proprietario ti costringe a comprare hardware specifico e costosissimo solo per far girare una funzione che su un sistema open source funzionerebbe meglio e gratis.
Da smanettone, questa notizia mi fa gasare e preoccupare allo stesso tempo. Gasare perché vedere un gigante come Tesco che dice «andatevene affari vostri» e inizia una migrazione massiccia di 40.000 istanze è un segnale potentissimo. È la prova che, per quanto la infrastruttura sia complessa, la via di fuga esiste. Ma preoccupare perché conferma che il mondo enterprise sta diventando un terreno di caccia per i predatori che odiano l’innovazione e amano solo i margini di profitto gonfiati.
Cosa significa per noi, che passiamo le serate a compilare kernel custom o a far girare container su vecchi server recuperati dai rifiuti elettronici? Significa che non dobbiamo mai diventare troppo dipendenti da un unico ecosistema. Se Broadcom può fare questo a Tesco, può farlo a chiunque. La vera libertà sta nel saper usare alternative open-source, nel saper gestire l’astrazione dell’hardware e nel non farsi incastrare in licenze che sembrano scritte da un sadico.
In un mondo dove i giganti del software cercano di trasformare ogni licenza in un ricatto, l’unica difesa è la competenza tecnica e la capacità di spostare i carichi di lavoro dove l’interoperabilità è la priorità, non il fatturato del prossimo trimestre. Quindi, meno hype per le nuove feature inutili e più focus su tutto ciò che è indipendente dal vendor. La migrazione è l’unica vera patch che può salvare il settore.
Source: Tesco moving 40,000 server workloads off VMware amid Broadcom's “abusive conduct”
