Bluesky e l’arte di nascondersi: magia digitale o puro Growth Hacking?

Bluesky e l'arte di nascondersi: magia digitale o puro Growth Hacking?

C’è un momento preciso in cui un’app decide di smettere di essere un semplice strumento e inizia a cercare di manipolare la tua percezione della realtà. Se siete abituati a scorrere i feed di Bluesky per sfuggire al caos dei soliti latti di bufala, potreste aver notato qualcosa di decisamente strano nei vostri screenshot: un logo che appare dal nulla, proprio in quell’angolo che solitamente dovrebbe ospitare il tasto «Follow».

Non è un glitch della matrice, né un caso di allucinazioni collettive da troppa caffeina durante una sessione di debugging. È un trick ingegneristico piuttosto astuto, quasi da piccolo trucco di prestigio. Un ricercatore indipendente ha scavato nel codice (perché sì, siamo qui per questo) e ha trovato la risposta in un file dal nome decisamente poco accademico: «GrowthHack.tsx». Un nome che non lascia molto spazio all’immaginazione, vero?

Il trucco consiste nell’usare una dipendenza chiamata «expo-privacy-sensitive». In pratica, gli sviluppatori sfruttano una funzione di iOS pensata per proteggere i dati sensibili, come le password. Creano un campo di testo invisibile (un «UITextField» con la proprietà «isSecureTextEntry» attiva) e ci nascondono dentro il contenuto. Quando scattate uno screenshot, il sistema operativo, nel tentativo di non catturare dati privati, ‘oscura’ quel livello. E cosa succede allora? Il logo di Bluesky, che era lì sotto tutto il tempo, spunta fuori come un coniglio dal cilindro.

È una mossa geniale? Da un lato, c’è da ammirare la capacità di usare le API di sistema per scopi creativi e per rendere il brand ‘virale’ attraverso i meme. Dall’altro, c’è quel sapore di manipolazione che non mi convince per nulla. È un uso un po’ forzato di una funzione nata per la sicurezza, una sorta di ‘abuse’ delle API che gioca con la fiducia dell’utente.

Per fortuna, questa non è una novità assoluta: Telegram e Signal hanno già usato tecniche simili per proteggere le chat segrete. Ma vedere un’app di social network che usa lo stesso identico trick per fare branding è… beh, diciamo che è una scelta che definisce bene l’era del marketing invisibile.

In fondo, per noi che amiamo smontare tutto per vedere come funziona, è un ottimo esempio di come il confine tra ‘feature’ e ‘growth hack’ sia diventato sempre più sottile. Se è open source, possiamo anche criticarlo, ma ammettiamolo: l’idea di far apparire un logo solo quando qualcuno cerca di ‘catturarlo’ è decisamente più interessante dei soliti comunicati stampa aziendali pieni di fuffa.

Source: How Bluesky draws its logo on screenshots

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