Blue Origin e l’arte di fare le leccate ai potenti: la nuova missione spaziale di Jeff Bezos

Blue Origin e l'arte di fare le leccate ai potenti: la nuova missione spaziale di Jeff Bezos

Immaginate di dover affrontare il boss finale di un dungeon ultra-difficile, ma invece di studiare le pattern delle sue mosse o trovare un exploit nel codice, decidete semplicemente di iniziare a lodare la sua splendida parrucca e il suo modo di gestire il server.

Sembra una strategia da player dilettante, ma secondo le ultime indiscrerità che arrivano dagli USA, Jeff Bezos ci sta provando seriamente con Blue Origin. La notizia, che ha fatto il giro del web tramite Gizmodo, suggerisce che la strategia di punta per far decollare la sua azienda di esplorazione spaziale non sia tanto l’innovazione nei motori a combustione, quanto una massiccia ondata di ‘sycophancy’ – ovvero, una dose industriale di compiacimento nei confronti di Donald Trump.

Sì, avete letto bene. Mentre noi nerd passiamo le notti a ottimizzare script Python o a cercare di far girare un modello LLM su un hardware che non lo supporterrebbe nemmeno per sbaglio, i big della tech stanno giocando una partita diversa. Non si tratta di algoritmi, ma di networking di alto livello, di quel tipo di networking che scambia i protocolli di comunicazione con le lobby politiche.

Certo, per noi che viviamo in Italia, questa dinamica può sembrare una roba lontana, un dramma da serie TV politica americana tipo ‘House of Cards’. Non è che domani mattina i regolamenti dell’ESA o le direttive dell’UE cambieranno perché Bezos ha fatto un complimento a Trump. Però, il problema è sistemico. Quando le aziende che hanno il potere di decidere chi arriva sulla Luna o chi controlla l’infrastruttura critica del futuro iniziano a basare il proprio roadmap non sulla superiorità tecnica, ma sulla capacità di ingraziarsi chi detiene il potere decisionale, il progresso rallenta per tutti.

È lo stesso meccanismo che vediamo quando un grande vendor decide di chiudere il proprio ecosistema in un recinto impenetrabile solo perché è più profittevole e meno soggetto a controlli. È la morte della meritocrazia tecnica. Se la vittoria non va a chi scrive il codice più pulito o a chi progetta il razzo più efficiente, ma a chi sa fare il ‘yes-man’ più convincente, siamo messi male.

In fondo, l’esplorazione spaziale dovrebbe essere la frontiera finale dell’ingegno umano, un test di puro hardware e software. Se invece diventa solo un’estensione delle dinamiche di potere terrestre, tanto vale restare qui a lottare con i bug dei framework JavaScript. Speriamo solo che, tra un lancio e l’altro, non finiscano per lanciare nello spazio solo la propria vanità.

Source: Jeff Bezos’ Blue Origin Runs on Sycophancy to Trump

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