
Cosa succede quando il tuo colloquio di lavoro si trasforma in una sessione di ‘show and tell’ con componenti hardware rubati? Beh, secondo Apple, succede che finisci in tribunale.
Dimenticate le classiche dispute sui brevetti che leggiamo ogni due per tre nei comunicati stampa patinati. Qui siamo nel territorio della commedia spy-fi di serie B. Apple ha ufficialmente intentato una causa contro OpenAI, accusando alcuni suoi ex dipendenti di aver saccheggiato segreti industriali per alimentare le ambizioni hardware della startup di Sam Altman. E non parliamo solo di file PDF o stringhe di codice, ma di una vera e propria operazione di infiltrazione.
Il cuore della vicenda è quasi surreale. Tang Tan, ex VP del design di Apple (quello che ha dato il tocco estetico a iPhone e Apple Watch), sarebbe stato accusato di usare le interviste per ‘interrogare’ i candidati su progetti segreti. Ma la parte che fa sorridere – o preoccupare, a seconda dei punti di vista – è che avrebbe chiesto ai candidati ancora in Apple di portare pezzi di hardware vero, prototipi e componenti, proprio per una sessione di ‘mostra e racconta’. Immaginate la scena: un ingegnere che entra in una sala riunioni di OpenAI con un pezzetto di un futuro Apple Watch nascosto nella tasca, convinto di fare solo un po’ di networking.
E c’è di più. C’è Chang Liu, un ex ingegnere che avrebbe sfruttato un bug di sicurezza per scaricare migliaia di pagine di documenti tecnici prima di andarsene. La cosa che fa scattare il sesto senso da hacker è il suo commento sui messaggi: «LOL, è troppo divertente». Praticamente, un exploit usato come un gioco tra amici. Apple sostiene che questo non sia un caso isolato, ma solo la punta di un iceberg che coinvolge oltre 400 ex dipendenti che hanno fatto il salto verso OpenAI.
Per noi che amiamo smontare le cose per capire come funzionano, questa notizia è un mix strano di eccitazione e cinismo. Da un lato, l’idea che OpenAI stia costruendo un hardware così potente da far tremare i giganti è una figata atomica. Se Jony Ive è davvero dietro il progetto, potremmo vedere qualcosa di veramente rivoluzionario. Dall’altro, vedere aziende che si comportano come clan rivali in un film di spionaggio industriale è la solita, triste dimostrazione di come il potere e la proprietà intellettuale siano i veri driver del mercato.
In Italia, dove la privacy e la proprietà intellettuale sono temi caldi ma spesso lontani dalle nostre realtà hardware, questa battaglia sembra una cosa da far parte di un multiverso americano. Eppure, il messaggio arriva forte e chiaro: nel mondo dell’AI e del nuovo hardware, la linea tra ‘competizione’ e ‘furto’ sta diventando sottilissima, quasi invisibile come un glitch in un sistema non patchato.
Source: Apple sues OpenAI, accuses ex-employees of stealing trade secrets
