Addio Dark Patterns: New York dichiara guerra ai ‘trappoloni’ degli abbonamenti

Addio Dark Patterns: New York dichiara guerra ai 'trappoloni' degli abbonamenti

Immaginate di aver appena finito una maratona di serie TV e di voler disdire quell’abbonamento streaming che non usate da mesi. Cliccate su ‘cancella’, e boom: venite reindirizzati su una pagina di errore, poi su un sondaggio sulla vostra insoddisfazione, poi su una chat con un bot che sembra scritto da un cattivo di un film di serie B, e infine scoprite che per disdire dovete mandare una raccomandata in un ufficio postale che esiste solo nel Multiverso di Marvel.

Ecco, New York City ha deciso che questa roulette russa con il proprio conto in banca deve finire. Da ottobre 2026, la città inizierà a vietare legalmente le cosiddette ‘pratiche di abbonamento ingannevoli’. Niente più labirinti di click, niente più tasti ‘cancella’ nascosti sotto tre strati di codice CSS inutile e niente più trappole progettate apposta per farvi dimenticare che quel servizio mensile sta drenando il vostro budget per i componenti hardware.

Le regole sono chiare: se un’azienda ti permette di iscriverti con un click, deve permetterti di andartene con un click altrettanto semplice. Se provano a fare i furbi, le multe saranno pesanti: parliamo di circa 525 dollari per ogni singolo utente intrappolato. Se avete un milione di iscritti che non riescono a disdire, i legali di quelle multinazionali inizieranno a sudare molto più del normale.

Certo, restiamo con i piedi per terra. Siamo in Italia, e finché la decisione non viene adottata anche dai nostri regolatori europei, per noi la situazione non cambierà domani mattina. Sappiamo bene che le leggi americane spesso sembrano scritte per un pianeta diverso dal nostro. Tuttavia, c’è un aspetto che non possiamo ignorare: la pressione normativa in grandi hub come NYC può creare un precedente globale. Se i giganti del tech devono riscrivere la loro UX (User Experience) per non pagare multe milionarie a Manhattan, è probabile che quel codice pulito e trasparente finirà per arrivare anche sulle nostre dashboard.

È una piccola vittoria contro quel design manipolatorio che cerca di sfruttare la nostra pigrizia o la nostra distrazione. Non è la soluzione definitiva al problema del capitalismo digitale, ma è un bel segnale che qualcuno sta finalmente guardando sotto il cofano per vedere come viene programmata l’illusione della libertà di scelta. Speriamo solo che il prossimo aggiornamento delle app non sia un altro labirinto di Dark Patterns degno di un dungeon di D&D.

Source: New York City to become first in US to ban deceptive subscription practices

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