Addio VMware: Quando l’incertezza ti spinge a migrare 11.000 VM (e non è un trick di magia)

Addio VMware: Quando l'incertezza ti spinge a migrare 11.000 VM (e non è un trick di magia)

Spostare undicimila macchine virtuali non è come spostare i file di un vecchio hard disk che trovi nel cassetto della scrivania. È un’operazione chirurgica, un incubo logistico che farebbe tremare le gambe a qualsiasi sysadmin che si rispetti.

Eppure, la catena di convenience store Sheetz lo sta facendo. E la colpa non è di un bug nel codice o di un hardware che decide di andare in pensione, ma di quella nebbia tossica che si respira quando un grande player decide di cambiare le regole del gioco senza chiedere il permesso a nessuno. Sì, sto parlando del caos che ha scatenato Broadcom dopo l’acquisizione di VMware.

Il succo della questione è questo: Sheetz ha guardato il panorama delle licenze e delle nuove politiche di VMware e ha detto: «No, grazie, preferisco l’incertezza di una migrazione massiccia piuttosto che il rischio di non sapere quanto pagherò il prossimo mese». In pratica, la catena sta migrando tutto su StorMagic. Un movimento audace che dimostra come, quando il partner tecnologico inizia a comportarsi in modo imprevedibile, l’unica soluzione sia cercare una via d’uscita prima che le catene si stringano troppo.

Per noi che viviamo di open source e di configurazioni fatte in casa, questa notizia non è una sorpresa, ma è comunque una boccata d’ossigeno. Vedere un’azienda di questa scala che decide di non farsi schiacciare dalle nuove dinamiche di mercato e cerca alternative meno opprimenti è una piccola vittoria per tutti quelli che odiano l’idea di essere intrappolati in un ecosistema dove ogni tua mossa è soggetta a nuove, e costose, decisioni aziendali prese in qualche sala riunioni a canyon valley.

Certo, per noi in Italia la notizia ha un sapore un po’ distante. Non abbiamo 838 negozi da gestire con la stessa infrastruttura, e le nostre aziende spesso sono troppo piccole per avere il potere contrattuale di un gigante americano. Spesso ci limitiamo a subire le variazioni di prezzo o i cambiamenti di licenza come passanti che subiscono un temporale improvviso.

Però, il messaggio è chiaro: l’instabilità è un killer. Se un vendor inizia a rendere il futuro opaco, la community (e anche le grandi corporation) inizierà a cercare l’uscita di sicurezza. E onestamente? È un trend che non vedo l’ora di seguire. Se Sheetz riesce a migrare 11.000 VM, forse anche noi possiamo iniziare a guardare con più interesse verso soluzioni che ci lascino un minimo di controllo sulla nostra infrastruttura. Meno hype, più autonomia, please.

Source: Sheetz is quitting VMware, migrating 11,000 virtual machines

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