Spoiler Alert: Il tuo acquisto digitale è solo un affitto molto breve (e senza preavviso)

Spoiler Alert: Il tuo acquisto digitale è solo un affitto molto breve (e senza preavviso)

Se un venditore di frutta vi vendesse una mela e il giorno dopo venisse a casa vostra a riprendersela perché «ha cambiato idea», lo chiamereste un ladro o un cliente difficile. Se lo fa Sony con i vostri film digitali, beh, lo chiamano «gestione dei diritti digitali».

La notizia che gira tra i corridoi di Hacker News è la solita, triste conferma di un incubo che stiamo vivendo da un pezzo. Sony ha iniziato a rimuovere massicciamente titoli dai database degli account degli utenti. E la cosa più assurda è che queste persone avevano cliccato su «Acquista» con la certezza matematica di aver fatto proprio un affare. Solo che, spoiler: non hanno comprato nulla. Hanno solo pagato per una licenza d’uso revocabile in qualsiasi momento, secondo il capriccio del server centrale.

Per chi non mastica il gergo dei legali delle Big Tech, il trucco è tutto qui. Quando cliccate su quel tasto, non state scaricando un file che resterà per sempre sul vostro hard disk come un vecchio mitico CD-ROM o un file MKV che avete recuperato con un po’ di fatica su un tracker. State acquistando il diritto di visualizzare quel contenuto finché il proprietario dei diritti lo permette. Se la distribuzione cambia, se scade un contratto tra studio e piattaforma, o se semplicemente a un manager di Sony sale la voglia di fare pulizia, i vostri film spariscono. E non lasciate nemmeno un’impronta digitale nella cronologia.

Certo, leggendo le notizie dagli USA sembra che il mondo stia andando a rotoli tra decisioni giudiziarie bizzarre e nuove leggi sulla sorveglianza, ma questa vicenda ha un impatto che va ben oltre i confini americani. Anche qui in Italia, con le nostre piattaforme di streaming e i nostri store digitali, stiamo accettando passivamente questa erosione del concetto di proprietà. Ci stiamo abituando all’idea che i nostri contenuti digitali siano fragili come un castello di carte in una tempesta di bit.

Per noi che amiamo il controllo, il self-hosting e l’idea che un file debba essere ‘nostro’ (nel senso che se domani cade internet, io devo poterlo ancora vedere), questa è una dichiarazione di guerra silenziosa. È il trionfo dell’effimero sulla sostanza. Ogni volta che accettiamo questi termini di servizio senza leggere (e lo sappiamo, lo facciamo tutti), stiamo cedendo un pezzetto della nostra autonomia digitale.

Il consiglio è uno solo: se una cosa vi sta a cuore, fatele un backup fisico. Scaricate, salvate, tenete su un NAS, usate formati che non richiedano il permesso di un server a Tokyo per essere aperti. Perché in questo nuovo mondo digitale, l’unico vero proprietario è chi tiene le chiavi del database.

Source: Sony deletes more movies from the accounts of people who ‘bought’ them

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