Addio VMware: come Topgolf ha smesso di regalare milioni ai big-tech

Addio VMware: come Topgolf ha smesso di regalare milioni ai big-tech

Quanto state pagando per far girare le vostre macchine virtuali? Se la risposta vi fa venire voglia di piangere, non siete soli. C’è un caso recente che sta facendo discutere i sysadmin di tutto il mondo e che sembra quasi una piccola vittoria della resistenza contro le logiche del software proprietario che ti stringe sempre di più la presa.

Topgolf, la catena americana di golf entertainment, ha appena fatto una mossa che noi maker e appassionati di open source approveremoli con un applauso (anche se con un pizzico di invidia). Hanno deciso di abbandonare l’infrastruttura VMware e il risultato non è stato solo un cambio di configurazione nei datacenter, ma un risparmio netto di oltre 11 milioni di dollari. Sì, avete letto bene: undici milioni.

Il punto non è solo la cifra astronomica, che pure fa girare le scatole, ma il concetto stesso dietro la migrazione. Per anni, Topgolf è rimasta in quello che nel settore chiamiamo il classico cerchio magico delle soluzioni che sembrano indispensabili finché non ti rendi conto che sei solo un ospite in casa d’altri. Quando le licenze iniziano a salire e le libertà d’azione si restringono, l’unica via d’uscita è il grande salto verso soluzioni più agili e meno pretenziose.

Certo, migrare un’intera infrastruttura non è come installare un nuovo plugin su WordPress e sperare che tutto funzioni al primo colpo. È un lavoro sporco, complesso, che richiede ore di debugging, test e, probabilmente, qualche notte in bianco a fissare terminali neri su fondo bianco. Ma Topgolf ha dimostrato che, se hai il coraggio di smettere di accettare passivamente i rincari e le restrizioni del mercato, il ritorno economico è reale.

Per noi che viviamo in Italia, dove spesso ci sentiamo spettatori di decisioni prese in board room a Silicon Valley, questa notizia è un promemoria importante. Anche se le leggi e i mercati cambiano altrove, il principio resta lo stesso: non lasciare che il tuo stack tecnologico diventi una prigione dorata. La vera libertà tecnologica passa per la capacità di scegliere, spostare e, se necessario, distruggere tutto per ricostruire qualcosa di più efficiente.

Insomma, meno fuffa aziendale e più autonomia. Se Topgolf ci è riuscita, forse anche la prossima volta che un fornitore prova a fare il bullo con un rinnovo contrattuale, potremmo iniziare a guardare altrove con un sorriso un po’ più sfacciato.

Source: Topgolf saved over $11.3 million after leaving VMware

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